Pensioni, da quota 100 un tesoretto di 5-6 miliardi
di Davide Colombo e Marco Rogari
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Sono oltre 101mila le domande di pensionamento anticipato accolte dall’Inps nei primi quattro mesi della nuova era «Quota 100». Si tratta di appena un terzo della platea ipotizzata dal governo (330mila) al momento del varo del decretone di gennaio. Il dato va letto al netto delle uscite del comparto scuola (circa 27mila) e delle 127mila richieste ancora in giacenza, ovvero al vaglio di ammissibilità e quindi non necessariamente tutte «bocciabili».
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Il bacino comprende i pensionamenti anticipati con 43 anni e un mese di contributi (fino al 2026 è sospeso l’adeguamento di questo requisito alla speranza di vita), i precoci, Opzione Donna e Ape sociale. Per «quota 100» e «canale contribuivo» le “istanze” approvate sono state fin qui 84mila. Se questo andamento dovesse essere confermato anche nei prossimi mesi, alla fine dell’anno potrebbero risultare non spesi almeno 1-1,3 miliardi dei quasi 4 miliardi attivati con l’apposito “fondone” in legge di Bilancio. Una dote alla quale, seppure per un importo minore, hanno già fatto riferimento il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per contenere, insieme con i risparmi dal Reddito di cittadinanza, il deficit 2019 entro la soglia del 2,1% ed evitare così il ricorso a una manovra correttiva in corso d’anno.
La minore spesa potrebbe oltretutto trasformarsi in una sorta di serbatoio per le prossime leggi di bilancio. Nel triennio, infatti, i risparmi sulle nuove pensioni potrebbero oscillare tra i 5 e i 5,5 miliardi, circa un quarto dei 21 stanziati dal governo. Un “tesoretto” che, considerando anche le minori richieste rispetto alle attese per il Reddito di cittadinanza, potrebbe salire a circa 3 miliardi quest’anno e a 12,5 nel triennio, ancora una volta attorno a un terzo delle risorse disponibili.
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