Senard difende la fusione Renault-Fca e viene confermato
4' min read
Le ultime da Radiocor
Borsa: Milano chiude sul filo dei 50mila, Ferrari (-8,3%) sbanda sull'elettrico
*** BTp: spread con Bund chiude a 73 punti base, rendimento decennale sale a 3,71%
***Tim: vertici Poste incontrano cda, confermata opas entro III trimestre
4' min read
L'assemblea degli azionisti di Renault ha votato a larga maggioranza l'approvazione dei conti 2018 del gruppo automobilistico e a maggioranza ancora più larga la distribuzione di un dividendo di 3,55 euro per azione, pari a quello del 2017 (ha votato a favore il 99,75% dei presenti). Nonostante i risultati 2018 del gruppo siano stati in calo rispetto a quelli del 2017, Renault ha deciso di mantenere agli stessi livelli la cedola grazie «alla stabilità finanziaria di cui dispone il gruppo», come ha sottolineato in assemblea il direttore finanziario, Clotilde Delbois. Con il 90,88% dei voti favorevoli dei soci presenti in assemblea, è stata inoltre ratificata la nomina a presidente del cda del gruppo di Jean-Dominique Senard.
L’intervento di Senard in assemblea
«I vantaggi dell’operazione con Fiat Chrysler sono evidenti» ma al momento la priorità e rafforzare l’asse con Nissan-Mitsubishi, ha sostenuto Senard parlando all’assemblea. «Non so cosa ci riserverà l'avvenire, quello che posso dire è questo progetto resta nella mia mente come un tema assolutamente notevole ed eccezionale», ha dichiarato il numero uno di Renault, dicendosi «dispiaciuto» per il voto negativo dello Stato francese rispetto alla fusione durante l'ultimo cda del gruppo a Boulogne-Billancourt.
Secondo il presidente la fusione con Fca sarebbe stata un successo. «È vero - ha risposto alle domande degli azionisti in assemblea - molte fusioni, a volte dettate dall'ego, non funzionano, incluso nel settore automobilistico, riconosco che alcune non sono state gloriose. Ma in questo caso, voglio dirvi, con la mia esperienza industriale, che so benissimo ciò che si doveva o non si doveva fare. So che questo genere di operazioni possono realizzarsi quando le questioni culturali sono facili. E in questo caso c'erano tutte le condizioni per questo legame culturale. Lo hanno dimostrato i legami di tutte le nostre equipe rispettive» durante il negoziato. «Ne ho la certezza, in quel progetto c'era
una reale potenziale di successo», ha insistito Sénard, aggiungendo che «per la prima volta si sarebbe creato un insieme su base europea, un campione europeo. Un esempio perfetto per dimostrare che siamo in grado di fare insieme».
La rivelazione sulle pressioni di Le Maire
Senard ha ribadito che di fronte allo “tsunami” che il settore auto si troverà ad affrontare nei prossimi anni, con l'emergere della forza delle case cinesi, «dobbiamo fare l'unica cosa che c'è da fare, essere abbastanza forti da resistere» e questo può essere possibile attraverso «una integrazione equilibrata». Il presidente della Renault ha poi rivelato che nei mesi scorsi «il ministro dell'Economia e delle Finanze (Bruno Le Maire) mi ha suggerito di prendere contatto con Fca» e «io l'ho fatto: abbiamo iniziato un lavoro proficuo e abbiamo realizzato che c'erano aspetti interessanti per Renault e l'Alleanza, che per me sono inseparabili».
Come sia andata ormai è noto: Renault aveva presentato una proposta di fusione con Fiat Chrysler. Ma il presidente di Fca John Elkann ha ritirato l'offerta dopo che lo stato francese, il maggiore azionista di Renault con il 15%, ha bloccato il voto del consiglio di amministrazione del 5 giugno e ha chiesto più tempo per ottenere l'approvazione di Nissan.
