Se Zuckerberg vuol diventare il banchiere centrale del mondo
Articolo tratto da lavoce.info
di Tommaso Monacelli
4' min read
4' min read
Depositi e moneta
Il lancio da parte di Facebook della nuova criptovaluta denominata Libra pone questioni affascinanti e potenzialmente distruttive per il sistema monetario internazionale.
Libra sarà, in tutto e per tutto, una passività emessa da un consorzio privato (Facebook, per brevità). Come un titolo di debito, dunque. Ma a zero interessi e scadenza indefinita. Quindi potenzialmente una nuova moneta. Di fatto Facebook emetterà, con ogni cliente, un deposito elettronico garantendo che una unità di Libra sia sempre convertibile (a vista) in un paniere di valute internazionali (dollaro, sterlina o titoli di stato poco rischiosi). La convertibilità in paniere permette la diversificazione del rischio valutario. È importante notare che il deposito non garantirà interessi per il cliente. Qui origina il primo margine di guadagno per Facebook. Acquistando Libra i clienti rinunceranno a investire la stessa quantità di valute tradizionali in altre attività finanziarie remunerate. Facebook, invece, potrà investire le valute così ottenute in altre attività con un ritorno finanziario positivo.
Perché dunque un cliente dovrebbe domandare Libra? Lo farà se il cosiddetto “convenience yield” (rendimento di convenienza) a detenere Libra sarà maggiore della remunerazione alternativa a cui il cliente sta implicitamente rinunciando. Il “convenience yield” sarà dato dall'utilità di detenere Libra per trasferire denaro a costo zero (caso tipico quello dell'immigrato che trasferisce denaro alla propria famiglia d'origine) e di utilizzarla per acquistare beni.
IL LANCIO / Ecco Libra, la criptovaluta di Facebook
Convertibilità e assicurazione
La convertibilità in un paniere di valute sottostanti è condizione necessaria per garantire a Facebook che ci sia sufficiente domanda di Libra. Ma l'emissione di depositi a vista denominati in Libra (e convertibili) esporrà Facebook, come qualsiasi “banca”, al rischio di una possibile corsa agli sportelli. Che cosa succederebbe se milioni di persone, per un improvviso calo di fiducia, si precipitassero da Facebook per convertire le loro Libra nel paniere di altre valute? Potenzialmente una catastrofica crisi finanziaria. Sarà perciò necessaria una prima forma di regolamentazione, simile all'assicurazione sui depositi. O molto più probabilmente sarà necessario che il regolatore imponga a Facebook di operare in un regime di cosiddetto “narrow banking”. Cioè assicurare che per ogni Libra emessa sul bilancio di Facebook compaia sempre dal lato delle attività una unità di paniere, in modo tale che Facebook possa far fronte a qualsiasi richiesta di convertibilità in qualsiasi istante di tempo. Questo regime è completamente diverso dal regime in cui operano le banche moderne, che è a riserva frazionaria. In quest'ultimo, una banca detiene sotto forma di riserve solo una frazione del valore delle proprie passività.

