May come Thatcher, occhi lucidi prima di lasciare
di Nicol Degli Innocenti
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LONDRA - La foto è su tutti i giornali di oggi: uno zoom attraverso il finestrino dell’auto della premier sul volto di Theresa May, aria esausta e occhi lucidi. Il partito conservatore le è contro, anche i fedelissimi le consigliano di lasciare. Sa di avere pochi giorni, forse anche solo poche ore da leader del partito e del Paese.
L’immagine riporta al novembre 1990, alla foto di Margaret Thatcher in auto, subito dopo la resa finale e le dimissioni. La sua lunga carriera politica era finita. Il marito Denis accenna un sorriso forzato, ma la “lady di ferro” ha l’aria vulnerabile, si morde il labbro e ha gli occhi colmi di lacrime.
Le due premier non sono comparabili. Nel bene e nel male, in oltre 11 anni al potere la Thatcher ha trasformato la Gran Bretagna, lasciando un marchio indelebile sul partito, sul Paese, sull’economia e sulla politica. Tale era il suo status che la decisione dei notabili Tory di defenestrarla fu definita un “matricidio”.
La May, che guida il Paese da meno di tre anni, ha avuto un impatto sulla politica meno memorabile e sarà ricordata soprattutto, se non solo, per Brexit. La sua unica speranza era di passare alla storia come la leader che, nonostante le difficoltà, era riuscita a «rispettare la volontà popolare», come ha ripetuto più volte, e rendere Brexit realtà. Per questo ha resistito a critiche, umiliazioni e sconfitte, ma ora sembra che sarà costretta ad accettare l’inevitabile. Salvo imprevedibili svolte, dovrà lasciare senza avere compiuto la missione.
Sia nel caso della Thatcher che della May sono stati i colleghi di partito, non l’opposizione laburista o l’elettorato, a sancire la fine del loro regno. La politica è sempre brutale, ma il partito conservatore ha una meritata reputazione per non avere neanche un briciolo di pietà nell’eliminare leader che fino a poco prima sembravano intoccabili.


