Usa-Cina, scattano i dazi americani. Trump: «Accordo ancora possibile»
di Riccardo Barlaam
6' min read
6' min read
NEW YORK - «Chi è prudente sarà vittorioso». Nell'Arte della Guerra, antico manoscritto di arte militare, Sun Tzu duemila e cinquecento anni fa insegnava la resilienza, la capacità di andare avanti e resistere alle avversità per vincere, infine, i conflitti. In queste ore il vice premier cinese Liu He è a Washington per portare avanti i negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Tutto negli ultimi giorni dice che sarà molto complesso giungere a un accordo con gli americani. Forse impossibile. Eppure nonostante le minacce di dazi l'uomo di fiducia del presidente Xi Jinping, l'economista 67enne Liu, il più americano tra i leader cinesi, con un master ad Harvard, apertamente riformista, tenace negoziatore, quello che lo stesso Trump definisce “un grande uomo”, assieme alla delegazione cinese ha deciso di partire per tentare ancora l'intesa.
PER SAPERNE DI PIÙ / Dazi, passo formale Usa: ma la Cina vuole l'accordo
Cinque mesi di negoziati
Dalla tregua tra Stati Uniti e Cina siglata alla cena del G 20 in Argentina, il primo dicembre, sono passati cinque mesi e, con questo, undici round negoziali ognuno della durata di diversi giorni.
Scattano i dazi
Alla mezzanotte e un minuto del 10 maggio entrano in vigore gli aumenti dei dazi americani dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi: pesca, carne e alimentare, chimica, metalli, pelletteria, plastiche e gomma. Pechino è pronta a rispondere con i suoi contro-dazi, aumentando quelli già in vigore che coprono per ora un terzo dell'export americano e reintroducendo le tariffe del 25% sulle auto made in Usa.
PER SAPERNE DI PIÙ / Con la paura dei dazi la volatilità torna a regnare sulle materie prime

