La «Brexit dimenticata», oltre un milione di lavoratori Ue a rischio
Oltre un milione di europei che vivono e lavorano in Gran Bretagna non hanno ancora fatto domanda di residenza e, dopo Brexit, potrebbero perdere il diritto di restare. A lancare l’allarme l’auterevole Aire Centre, che ha presentato i risultati di uno studio
di Nicol Degli Innocenti
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LONDRA - I cittadini europei in Gran Bretagna rappresentano «una bomba ad orologeria»: questo lallarme lanciato da un gruppo di centri di ricerca . Oltre un milione di europei che vivono e lavorano da tempo nel Regno Unito non hanno ancora fatto domanda di residenza e dopo Brexit potrebbero perdere il diritto a restare e anche essere deportati, secondo quanto ha minacciato il Governo britannico.
Si tratta della “Brexit dimenticata”, secondo Matthew Evans, direttore dell’Aire Centre (Advice on Individual Rights in Europe), che ha presentato il risultato di studi fatti da The Migration Observatory dell’Università di Oxford.
Ancora nessuna domanda da un terzo dei cittadini Ue
Il Governo ha sottolineato il successo dell’EU Settlement Scheme, il programma di registrazione online dei cittadini Ue. Secondo il ministero dell’Interno a fine novembre 2,6 milioni di cittadini Ue, Eea e svizzeri avevano fatto domanda di residenza. 2,2 milioni di domande sono state accettate, il 59% ha ottenuto “settled status” e il 41% “pre-settled status”, una fase intermedia che consente di restare in Gran Bretagna fino al raggiungimento dei 5 anni di residenza.
La realtà è che un terzo dei 3,4 milioni di cittadini Ue in Gran Bretagna non ha ancora fatto domanda. Alcuni perché non sono a conoscenza del programma o non sanno come procedere perché non hanno dimestichezza con computer e internet, secondo Evans, molti perché temono di non ricevere luce verde.
Il salario minimo
Il Governo ha fatto sapere che dopo Brexit la soglia di un salario minimo di 30mila sterline all’anno che attualmente vale per i cittadini extra-Ue che vogliono un permesso di lavoro verrà applicata anche ai cittadini europei. Le nuove regole valgono solo per i nuovi arrivi, non per chi già vive e lavora da tempo in Gran Bretagna.
Molti cittadini europei però, soprattutto quelli senza titoli di studio avanzati o impiegati in lavori poco qualificati, sono convinti che saranno respinti perché il loro reddito è inferiore alle 30mila sterline.

