Manovra, in arrivo tasse e aumenti per 5,5 miliardi
I numeri del testo della legge di bilancio approdato al Senato rischiano di far etichettare il provvedimento come la «manovra delle tasse». Perché, se da un lato vengono evitati i 23,1 miliardi di aumenti Iva predisposti dai governi precedenti, dall’altro vengono messi in fila 5,516 miliardi di aumenti fiscali
di Marco Rogari e Gianni Trovati
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Le tensioni continue all’interno della maggioranza rischiano di etichettare la legge di bilancio come «manovra delle tasse». Ma anche i numeri allegati al provvedimento appena arrivato al Senato danno fiato a questa polemica. Perché, tabelle alla mano, la manovra, che certo evita i 23,1 miliardi di aumenti Iva apparecchiati dai governi precedenti, mette in fila 5,516 miliardi di aumenti fiscali. Perché la matematica è inflessibile.
E non è un caso che il cumulo di tasse e balzelli raccolga una cifra vicinissima a quella ipotizzata al ministero dell’Economia con la rimodulazione dell’Iva. La differenza è solo politica: perché l’elenco di tasse più o meno micro ha acceso mille polemiche, invece dell’unica che sarebbe nata dal ritocco dell’imposta sul valore aggiunto.
Gli aumenti fiscali nella legge di bilancio e gettito per il 2020. Valori in milioni
Il conto, riassunto nella tabella, considera solo gli incrementi fiscali veri e propri, ed esclude per esempio le misure che raccolgono entrate aggiuntive con azioni antievasione (come accade per l’analisi di rischio sui contribuenti).
Per il 2021, poi, il conto può crescere ancora, per una serie di ragioni: è prevista per tutto l’anno l’applicazione di imposte (come quelle ambientali) che nel 2020 scatteranno in corso d’anno, e arrivano gli effetti dell’addio alla Flat Tax fra 65mila e 100mila euro (1,1 miliardi di Irpef e Iva in più) e quelli del doppio intervento sulle detrazioni fiscali: la loro limitazione per i redditi sopra i 120mila euro porterà 109 milioni.


