Manovra, si parte con il taglio delle tasse sul lavoro
Già nella prossima manovra si avrà un primo assaggio della riduzione della pressione fiscale con il taglio delle tasse sul lavoro. Ma l’intervento pieno si svilupperà in una «ottica triennale», perché gli spazi di manovra sul 2020 sono parecchio limitati
di Giorgio Pogliotti e Gianni Trovati
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Già nella prossima manovra si avrà un primo assaggio della riduzione della pressione fiscale con il taglio delle tasse sul lavoro. Ma l’intervento pieno si svilupperà in una «ottica triennale», perché gli spazi di manovra sul 2020 sono parecchio limitati. La rimessa in moto dell’economia, nei piani del nuovo governo, poggia poi su un piano strutturale di investimenti per il Mezzogiorno e per la green economy, che dovrà avvenire «nel rispetto dei vincoli del quadro di finanza pubblica» perché l’Esecutivo considera prioritario «tenere i conti in ordine».
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È il messaggio del premier Giuseppe Conte che nell’ora e mezza di incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil il 17 settembre a Palazzo chigi, insieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha voluto marcare la discontinuità rispetto al passato sul versante del metodo, scegliendo di avviare un confronto preventivo con Cgil, Cisl e Uil che avevano chiesto di essere convocati. «L’ascolto delle parti sociali è un metodo di lavoro che ho adottato sin dall’inizio e che intendo proseguire. Il nostro obiettivo è quello di remare insieme per il bene del Paese» ha detto il presidente del consiglio rivolgendosi a Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
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