Sanremo 2020, le canzoni in anteprima: ecco le pagelle
Anastasio e Junior Cally stupiscono, poi Bugo e Morgan ma anche i Pinguini Tattici Nucleari. Con Rita Pavone vince il kitsch. I nostri giudizi «cattivissimi»
di Francesco Prisco
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Sono 24 le canzoni in gara a Sanremo 2020 per la categoria Big. «Per tutti i mesi in cui ho lavorato al Festival, sono diventate la playlist che mi portavo in giro ovunque andassi», ha detto il direttore artistico Amadeus, durante la conferenza stampa di anteprima ascolto, tenutasi presso la sede Rai di Milano. Con lui, anche Stefano Coletta, neo-direttore di Rai 1 che, al termine della seduta, ha detto di «avere già in mente quello che potrebbe diventare il podio ma mi guarderò dal dirvelo». In alternativa, vi diremo l’effetto che hanno fatto su di noi.
Achille Lauro,
Ritorno all’insegna del dancefloor e della cantabilità per il trapper più furbo del giro dei trapper. Dovrebbe essere una canzone d’amore, ma il titolo strizza astutamente l’occhio al politically uncorrect, specialità della casa. Promette la nostalgia di quando c’era lui, ma alla fine parla di «fragole e panna montata al veleno». Pensata per piacere. E arrivare al podio.
Alberto Urso,
Rullo di tamburi e grandi manovre orchestrali per questo epigono del tenorismo pop che prova a muoversi alle stesse coordinate dei vari Andrea Bocelli e il Volo. La modernità, questa sconosciuta. Se non fosse per una drum machine che affiora qua e là. Di che parla? Risposta scontata: l’amor che move il sole e l’altre stelle. «Per te ho nel cuore il sole ad est/ E nel mondo ovunque vada/ mi ricorderò la strada che porta fino a te». Pensata per le mamme di ieri. Che son le nonne di oggi.
Bugo e Morgan,
Visto che Tommasone Paradiso ha fatto i soldi con le ambientazioni anni Ottanta, perché uno che è bravo non deve cavalcare il filone? Se quelli bravi sono addirittura in due, la cosa potrebbe funzionare eccome. Il brano è una specie di testamento di due grandi reduci dell’indie quando era indie: «Volevo fare il cantante delle canzoni inglesi/ così nessuno capiva che dicevo», canta Bugo. «Abbassa la testa/ lavora duro/ paga le tasse/ buono buono», si sfoga Morgan. Più sincero di così...
Anastasio,
Chitarre distorte e slide sulla dobro per il vincitore di X Factor 2018: più che un rap Rosso di rabbia è un talkin’ blues poggiato su un riff. Il testo parla di terrorismi e sabotaggi: «Perfetto/ sono un rivoluzionario provetto/ è corretto/Ma se davvero hai capito cosa ti ho detto/ allora hai visto un paralitico che si alza dal letto». Un rivoluzionario che fa una botta sola, come Il Bombarolo di De André. Se non lo avete capito: il ragazzo punta al podio.

























