Trump contro Bezos: tutti i motivi dietro lo schiaffo del Pentagono ad Amazon
Accordo per dieci anni. Amazon a inizio anno aveva deciso di realizzare uno dei suoi due nuovi headquarter a poca distanza dal Pentagono, proprio in vista di questo contratto da 10 miliardi sfumato
dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam
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NEW YORK - Il Pentagono ha scelto Microsoft per i servizi di cloud computing. Un lucroso e contratto di fornitura da 10 miliardi di dollari in dieci anni. Amazon era favorita per l'aggiudicazione dell’asta. Donald Trump non ha mai fatto mistero della sua ostilità verso Jeff Bezos: l'uomo più potente degli Stati Uniti e forse del mondo contro l'uomo più ricco del pianeta.
1) Bezos uomo dai superpoteri
Bezos controlla il 40% dell'e-commerce Usa: la sua società vende 6 milioni di oggetti al secondo. Aws, la divisione dei servizi web, controlla oltre metà del mercato Usa del cloud computing: istituzioni, grandi aziende come Unilever e General Electric e persino la Cia, affidano i loro dati ai server Amazon. Il 42% delle vendite di libri e un terzo del mercato dello streaming video sono controllati dal gruppo di Bezos. Ultimo ma non ultimo, il Washington Post, il giornale della politica e della capitale, accusato da Trump, assieme a Cnn e New York Times, di essere di parte e produttore in serie di “fake news”, acquistato da Bezos nel 2013: dal 2016 il Post è tornato a essere in utile e nei sei anni della sua gestione la newsroom è passata da 500 a 850 persone.
Nel 2013 la Cia decide di affidare i suoi dati di intelligence ai servizi cloud di Amazon: un contratto da 600 milioni di dollari. Da allora le spese di lobbying di Amazon a Washington aumentano del 470%. Negli anni di Obama le big tech hanno conosciuto un vero e proprio boom e Amazon ne ha tratto enormi benefici. Nel 2017 Bezos entra a far parte del panel di consulenza del dipartimento della Difesa sulla tecnologia. Nell'autunno dello stesso anno il Pentagono annuncia il progetto Jedi, ossia Joint Enterprise Defense Infrastructure. Piano per migrare tutti i dati della Difesa su una “nuvola” centralizzata, in modo da poter utilizzare in modo più agevole l'intelligenza artificiale e comunicare anche da campi di battaglia distanti. Amazon è favorita.
2) Tutti contro tutti
A inizio anno il Pentagono fa sapere che sceglierà una sola società per il progetto Jedi. I concorrenti di Amazon come Ibm, Microsoft e Oracle si scatenano per fare lobbying e per mostrare gli strani legami tra la società di Bezos e il Pentagono, tra cui quello di assumere come consulente uno degli addetti al progetto Jedi.
Oracle racconta tutta la storia del conflitto di interessi di Amazon in un report con tanto di grafici, intitolato: “A Conspiracy to Create a Ten Year DoD Cloud Monopoly”. Ad aprile la ceo di Oracle Safra Catz cena con Trump. Oracle ha sempre negato di aver consegnato il documento alla Casa Bianca, ma una copia finisce nelle mani di Trump.
3)La vittoria di Microsoft
A luglio Trump in conferenza stampa annuncia un'indagine interna sulla gara d'appalto per Jedi, dicendo che aveva ricevuto dei reclami dai concorrenti di Amazon, affidando al nuovo segretario alla Difesa Mark Esper lo spinoso dossier. Esper all’inizio della scorsa settimana si è tirato fuori da questo procedimento per un potenziale conflitto di interesse, dopo che Ibm ha confermato di aver assunto suo figlio a febbraio come “digital strategy consultant”, anche se il suo ruolo non è legato al progetto Jedi.
In questa storia da tutto il mondo è paese alla fine l'ha spuntata Microsoft, in forte crescita proprio per la strategia del suo ceo Satya Nadella che tre anni fa ha scommesso su Azure, la sua divisione cloud (+36% di crescita per 11,6 miliardi nell'ultima trimestrale appena pubblicata, prima dell'annuncio del Pentagono). Nella nota della Difesa che ha seguito l'annuncio della aggiudicazione da parte di Microsoft viene specificato “che la gara è stata portata avanti secondo le leggi”. E che tutti i concorrenti “sono stati valutati con equità”. Siamo sorpresi per le conclusioni”, scrive in una nota il portavoce di Amazon, Drew Herdener.
