Coronavirus, l’attenzione sull’Italia cala: l’epidemia è un problema globale
Foto sulle prime pagine di tutto il mondo dopo la chiusura anticipata del carnevale di Venezia. Per una volta, non c’è stato il «blame game» contro il nostro Paese
di Giulia Crivelli
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All’inizio di questa settimana, dopo il weekend di massima emergenza in Italia, quello del 22-23 marzo, molti giornali europei e non solo hanno pubblicato in prima pagina le foto scattate a Venezia (piazza San Marco), Milano (piazza Duomo) e nei comuni della “zona rossa” della Lombardia.
Poi però l’interesse è andato concentrandosi sui problemi interni di ogni singolo Paese: il tentativo di Schadenfreude (parola tedesca che significa “provare piacere per i guai altrui”) c’è stato, ma tutti sembrano essersi resi conto abbastanza in fretta che i guai legati al coronavirus, fuori dall’Asia, non riguardano solo l’Italia, bensì ogni Paese europeo e degli altri continenti. Per una volta quindi non abbiamo assistito al blame game, per usare un termine che invece viene dall’inglese ed è a sua volta introducibile. Cioè quel gioco (si fa per dire) a incolparsi a vicenda di qualcosa. Nessuno nega – neppure da noi, ovviamente – che siano stati fatti degli errori ma allo stesso tempo tutti sembrano comprendere che in situazioni di emergenza con le variabili che presenta l’epidemia da coronavirus nessuno può avere la ricetta perfetta e che d’ora in poi si procederà per tentativi.
Così il nostro Paese, per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, è sparito dalle prime pagine dei giornali. O quasi. Oggi il Washington Post (quotidiano della capitale americana di proprietà di Jeff Bezos) ha messo in prima pagina un collage di quattro foto per far capire come “la vita quotidiana in molti Paesi si stia fermando”. Una delle quattro foto è stata scattata in Italia, a Piacenza. Le altre vengono da Tokyo, dall’aeroporto di Tel Aviv e dalla Borsa di New York. Il Daily Telegraph invece parla di Italia, ma solo riferendosi alle dichiarazioni di Papa Francesco sulla necessità di fermare la circolazione dell’odio in rete. Vediamo quindi come, in ore e giornate recenti, alcuni Paesi hanno parlato del coronavirus e, di striscio, dell’Italia.
Austria
La donna italiana morta a Bad Kleinkirchheim, in Austria, non sarebbe risultata positiva al coronavirus, ha precisato mercoledì 26 febbraio il Kronen Zeitung. Tutti i test effettuati dalle autorità sanitarie austriache sarebbero risultati negativi, ha aggiunto il quotidiano nella sua versione online.

