George Floyd, morte per asfissia secondo l’autopsia. Trump chiede ai governatori il pugno duro
L’uccisione dell’afroamericano Floyd da parte di un agente di polizia provoca manifestazioni, roghi e scontri. Polemiche per il tweet di Trump
di Redazione Esteri
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Due medici che hanno eseguito un'autopsia indipendente sul corpo di George Floyd, l'uomo afroamericano la cui morte la scorsa settimana, durante un controllo della polizia di Minneapolis, ha scatenato proteste a livello nazionale, hanno detto che la causa della morte è stata “asfissia meccanica” e che la sua morte è stata un omicidio.
Il dottor Michael Baden, uno dei medici che hanno eseguito l'autopsia per volere della famiglia dei Floyd, ha dichiarato durante una conferenza stampa a Minneapolis che Floyd non aveva condizioni mediche di base che hanno contribuito alla sua morte. Baden ha detto che la morte di Floyd è stata causata da una pressione delle ginocchia degli agenti sia sul collo che sulla schiena.
La risposta di Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato i governatori statali a reprimere le proteste che sono seguite alla morte di Floyd. “Dovete dominare”, ha detto Trump ai governatori in una chiamata privata ottenuta dai media tra cui Reuters. “Se non dominate, state sprecando il vostro tempo - vi passeranno sopra, sembrerete un mucchio di cretini.”
Trump ha detto che il governo federale avrebbe represso in modo “molto forte” la violenza. In dozzine di città negli Stati Uniti, tra cui la capitale Washington, rimane valido il coprifuoco e il livello dei disordi, secondo alcuni osservatori, è al livello di quello che seguì l'assassinio di Martin Luther King nel 1968. La Guardia Nazionale rimane schierata in 23 stati e a Washington DC.
La protesta nel cuore della nazione
Il 29 maggio Trump è stato portato nel bunker della Casa Bianca per le proteste davanti alla presidenza Usa, riprese anche in seguito. La polizia ha concluso lo sgombero dell'area davanti alla presidenza Usa, la Casa Bianca solo dopo molte ore. Durante la fase più calda della protesta, le luci che generalmente illuminano l'esterno della Casa Bianca sono state spente.
