Johnson in terapia intensiva. Poteri a Raab: «governeremo senza esitare»
Il premier “supplente” garantisce: le decisioni verranno prese collegialmente dal gabinetto di governo
di Simone Filippetti
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LONDRA - La Gran Bretagna vive la sua «Darkest Hour», la sua ora più buia. Senza il Primo Ministro, in terapia intensiva, anche se non intubato, contagiato dal coronavirus; mentre il paese deve affrontare la sua crisi più grave e difficile dalla Seconda Guerra Mondiale. Boris Johnson è in ospedale in condizioni serie.
A fare le veci del premier, “quando necessario” espressione generica usata dai portavoce dell’esecutivo, è arrivato il ministro degli Esteri, in qualità di primo segretario di stato. Dominic Raab, figlio di immigrati cescoslovacchi e Hard Brexiter, era stato indicato come ”Designated Survivor” (il sopravvissuto prescelto), poche settimane fa nel caso Johnson non fosse stato in grado di governare. Tra le prime dichiarazioni di Raab, una dedicata proprio a Bo Johnson: «è stato uno shock per noi, perché lui non è solo il nostro primo ministro e il nostro capo, ma anche un collega e un amico». Il premier “supplente” ha detto anche che Johnson ora è stabile e riceve «cure eccellenti». Ma ha sottolineato soprattutto che il Regno Unito non resta senza leader in questo momento particolarmente difficile della sua storia: in assenza di Johnson spetterà alla «responsabilità collettiva del gabinetto» prendere le decisioni: decisioni su cui «non esiteremo e non batteremo ciglio».
Il trasferimento
Il premier britannico Boris Johnson è stato trasferito lunedì sera in terapia intensiva al St Thomas hospital di Londra dopo che le sue condizioni sono peggiorate in seguito al ricovero per il coronavirus. Lo riferisce Downing Street precisando che Raab gli subentra per esercitare la supplenza. Già nella mattina di lunedì, il ministro aveva presieduto le riunioni al posto di Boris. Sarà già Raab a presiedere la riunione della task force su Covid-19, quella che prende le decisioni sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Di fatto è lui il Primo Ministro.
Il capo dell’opposizione laburista Keir Starmer ha commentato il trasferimento di Johnson in terapia intensiva con un tweet: «Notizia terribile. Tutti i pensieri del Paese sono con il primo ministro e la sua famiglia in questo momento così incredibilmente difficile».
Il ricovero
Johnson era stato ricoverato in ospedale per «precauzione» poiché i sintomi del coronavirus persistevano, con febbre e tosse, a dieci giorni dall’accertamento della positività. La decisione, pochi minuti dopo lo storico discorso della Regina Elisabetta, aveva sollevato dubbi sul reale stato di salute del premier: una corsa all’ospedale di domenica sera, mentre il paese era ancora attaccato alla tv per le parole della sovrana, era sospetto. E perché il ricovero pareva esagerato se si trattava solo di banali esami medici, come aveva “cinguettato” lo stesso Boris sul suo profilo Twitter, esami che avrebbero potuto essere eseguiti nella residenza-ufficio al 10 di Downing Street, che spetta a ogni premier e dove da 10 giorni Boris si era auto-isolato.
