Dai negozi chiusi la domenica al divieto di passeggio nei centri storici: il piano di Veneto, Friuli ed Emilia per non passare alla zona arancione o rossa
Dallo stop alla «vasca» nei centri storici a quello per le attività sportive nel lungomare, le soluzioni adottate d’intesa dai tre governatori per scongiurare un declassamento da parte del governo
di Andrea Carli
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In Veneto non si potrà passeggiare nei centri storici e nei negozi potrà entrare una persona per nucleo familiare, salvo per accompagnare soggetti con difficoltà o minori di 14 anni, E nel weekend saranno chiusi gli Outlet.
In Emilia Romagna i negozi, e quindi non solo gli Outlet, saranno chiusi la domenica, con le eccezioni di farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie e edicole.
In Friuli Venezia Giulia nelle prime ore della giornata i negozi saranno riservati alle persone anziane.
Sono alcune delle soluzioni previste dalle ordinanze messe in campo da Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, sulla base di un’intesa tra i governatori sulle misure da adottare.Sono state battezzate anche “ordinanze anti struscio”. L’obiettivo è infatti quello di evitare che, soprattutto nel fine settimana, si creino assembramenti nei centri storici delle città e nei luoghi della movida.
Ma dietro a questa finalità si cela comunque una strategia, che è quella di evitare che nelle prossime ore un’ordinanza del ministro della Salute possa sancire il passaggio dei tre territori, attualmente in zona gialla, nella fascia arancione o in quella rossa. Uno scenario che, se si realizzasse, avrebbe delle conseguenze pesanti sull’economia delle tre regioni. I tre presidenti di regione, due leghisti (Luca Zaia e Massimiliano Fedriga) e un esponente del Pd (Stefano Bonaccini) ne sono consapevoli, e per questo motivo hanno deciso di giocare d’anticipo adottando ordinanza che mettono in campo ulteriori misure restrittive.
