Ue, calo record Pil Italia: -11,2% nel 2020. Eurozona: -8,7%. Dombrovskis: «Impatto della pandemia più grave del previsto»
La recessione italiana è quasi doppia rispetto a quella tedesca (-11,2% rispetto a -6,3%). A proposito dell'Italia, il Paese della zona euro con la stima economica più deludente, la Commissione nota che l'industria dovrebbe recuperare prima del turismo. Il ritorno della crescita ai livelli del 2019 è previsto solo alla fine del 2021
dal nostro corrispondente Beda Romano
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Alle prese con gli effetti nefasti dell'epidemia scoppiata alla fine dell'inverno, la Commissione europea ha rivisto al ribasso martedì 7 luglio le sue stime economiche nella zona euro per il 2020, pur esprimendo la speranza che “il peggio potrebbe essere passato”. La ripresa sta prendendo piede, ma rischia di essere incerta e a macchia di leopardo. L'Italia ha la stima economica più deludente: la recessione quest'anno rischia di essere quasi il doppio rispetto a quella tedesca.
«L'impatto economico del confinamento è più grave di quanto inizialmente previsto – ha detto il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis –. Continuiamo a navigare in acque tempestose e affrontiamo molti rischi, tra cui un'altra grave ondata di infezioni». L'ex premier lettone ha approfittato della pubblicazione delle nuove cifre per rinnovare un appello in vista di un rapido accordo sul bilancio comunitario 2021-2027. Un vertice europeo è previsto il 17-18 luglio.
Gentiloni: «Accordo rapido sul piano di risanamento»
Dello stesso avviso è stato il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni. «La risposta politica in tutta Europa ha contribuito ad attenuare l'impatto per i nostri cittadini. Eppure, permane la tendenza a crescenti divergenze, disuguaglianze e insicurezze. Questo è il motivo per cui è così importante raggiungere un rapido accordo sul piano di risanamento proposto dalla Commissione – e imprimere nuova fiducia e dare nuovi finanziamenti alle nostre economie in questo momento critico».
Tradizionalmente, le previsioni d'estate si concentrano su crescita e inflazione. «I primi dati di maggio e giugno suggeriscono che il peggio potrebbe essere passato.
La ripresa dovrebbe guadagnare terreno nella seconda metà dell'anno, pur rimanendo incompleta e disomogenea negli Stati membri», spiega la Commissione europea.
Bruxelles nota maggiori differenze tra i paesi rispetto alle sue previsioni di maggio (si veda Il Sole 24 Ore del 7 maggio).In pillole, ecco di seguito le cifre più interessanti.

