Coronavirus, ecco quando è ancora permesso circolare per lavoro
La chiusura di molte attività decisa dal Governo rende ordinario lo smart working. Chi deve ancora uscire di casa per lavorare deve dimostrare che non ha alternative
di Maurizio Caprino
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Fino a che punto è ancora possibile invocare le esigenze di lavoro per poter circolare, ora che c’è il blocco delle attività non fondamentali? Il Dpcm emanato nella tarda serata dell’11 marzo segna probabilmente una svolta: nella sostanza, stabilisce che la modalità ordinaria di lavoro è quella da casa. Quindi chiunque esca di casa per lavoro è chiamato a dimostrare che la sua attività non può svolgersi in maniera diversa dallo smart working.
Uffici pubblici
L’inversione della modalità organizzativa del lavoro sembra esplicita per le pubbliche amministrazioni: l’articolo 1, n. 6) del Dpcm afferma che esse «assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente». Inoltre, «individuano le attività indifferibili da rendere in presenza».
Insomma, ogni amministrazione deve:
- fissare quali sono i servizi che richiedono ancora il lavoro in ufficio;
- valutare in che misura questi servizi devono essere garantiti;



