Chi non resta a casa rischia il sequestro dell’auto
Secondo la Procura di Parma, alle sanzioni penali per chi non rispetta i divieti anti-coronavirus, si può aggiungere il sequestro del veicolo. La giurisprudenza della Cassazione sembra confermarlo
di Maurizio Caprino
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Si può arrivare anche al sequestro dell’auto, per chi viene trovato in giro senza avere un valido motivo. È il deterrente suggerito dalla Procura di Parma in una circolare alle forze dell’ordine sull’emergenza coronavirus. Il sequestro sarebbe una misura aggiuntiva rispetto alla denuncia penale per inosservanza a ordini delle autorità. I pm di Parma paiono invece meno severi di quelli di Genova sui limiti alla spesa: non scrivono che si può fare solo nel quartiere.
La circolare
Le indicazioni sono contenute nella direttiva 5/2020 firmata il 16 marzo dal procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino. È prassi usuale che le Procure diano disposizioni alle forze dell’ordine del proprio territorio, quando entrano in vigore nuove norme, specie quando sono di grande impatto come proprio quelle sul coronavirus.
Sono disposizioni che interpretano aspetti ritenuti poco chiari e/o indicano come organizzare il lavoro. Danno quindi un’idea di come si comporta una Procura di fronte a certe questioni. Ma la loro circolazione tra gli addetti ai lavori fa sì che possano fungere da orientamento anche in tutta Italia.
La direttiva di Parma è molto articolata: analizza in 15 pagine i vari aspetti dei Dpcm sulle limitazioni alle aperture di attività e alla mobilità personale.
Il sequestro
Uno dei punti più interessanti è quello che dispone il sequestro preventivo del veicolo per chi viene trovato in strada fuori dal suo Comune senza «comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute».


