I bonus del decreto rilancio: ipotesi 1.200 euro per le baby sitter e fino a 500 euro per le vacanze
Il governo è al lavoro su quello che si chiamerà “dl Rilancio”. I diversi ministeri hanno inviato diverse proposte, contenute in un documento di lavoro di oltre 770 pagine
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Si chiamerà “decreto Rilancio” (dopo essere stato prima “decreto aprile” e poi “decreto maggio”) il prossimo decreto sul quale il governo è al lavoro per sostenere l'economia - dalle famiglie alle imprese - nella fase di gestione della crisi provocata dal coronavirus. I diversi ministeri hanno inviato le proposte, che sono contenute in un documento di lavoro di oltre 770 pagine. Molte proposte sono incomplete, altre non trovano il parere favorevole della Ragioneria. Il documento, che fotografa un provvedimento in evoluzione, contiene norme dal lavoro alla salute, dalla famiglia allo sport.
Tax credit vacanze fino a 500 euro
Tra le proposte, quella di un credito d'imposta a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive e utilizzabile dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, in favore di un solo componente per nucleo familiare nel limite massimo di 500 euro. La misura del credito sarebbe di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona.
Ipotesi bonus baby sitter 1.200 euro
Salirebbe da 600 a 1.200 euro il bonus per il baby sitting che si estenderebbe anche ai centri estivi, nelle diverse declinazioni che vanno dai servizi integrativi per l'infanzia ai servizi socio educativi territoriali.La misura - che non riporta rilievi della Ragioneria - prevede anche un incremento a 2.000 euro per il bonus in favore del personale sanitario.
Stop a licenziamenti per cinque mesi
Altra ipotesi riportata dal documento di lavoro in vista della predisposizione del Decreto Rilancio, l’estensione dai 60 giorni del Cura Italia a cinque mesi per il divieto dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, con sospensione anche delle procedure pendenti. Viene inoltre concessa la possibilità al datore di lavoro di revocare in ogni tempo l'eventuale licenziamento purché faccia richiesta di cassa integrazione salariale in deroga.
Cig Covid semplificata, ancora 12 settimane
La proroga per il trattamento di Cassa integrazione potrebbe essere di 12 settimane e non di 18 come proposto inizialmente e partirebbe dai periodi che decorrono dal 23 febbraio fino al 31 ottobre. Una nota della Ragioneria indica infatti le 12 settimane come il periodo coperto finanziariamente. È prevista una spesa di 1,2 miliardi. Arrivano anche semplificazioni: i datori di lavoro che non anticipano i trattamenti ordinari di Cig possono fare richiesta diretta all'Inps di pagamento della prestazione.
