Borse in altalena dopo l'inflazione Usa. Milano chiude a +0,2%, Wall Street chiude contrastata
Inflazione al +6,4% ai minimi da ottobre 2021, ma le attese erano a +6,2%. Spread in calo a 178 punti, mentre il rendimento decennale è in aumento al 4,23%. Petrolio in discesa e gas poco sopra i minimi in 17 mesi
di Stefania Arcudi
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo l'altalena iniziata, anche a Wall Street, dopo i dati sull'inflazione americana, rallentata ma meno delle aspettative, le Borse europee hanno superato senza troppi danni la prova e hanno chiuso non distanti dalla parità, sotto i massimi di giornata. Il FTSE MIB di Milano ha retto pur lasciandosi alle spalle al +0,8% delle ore precedenti, così come il CAC 40 a Parigi e il DAX 40 a Francoforte. Stesso discorso per il FT-SE 100 di Londra, mentre l'IBEX 35 di Madrid ha viaggiato a passo più rapido.
Wall Street ha chiuso contrastata: il Dow ha ceduto lo 0,46%, invariato l’S&P 500 (-0,03%), in rialzo invece il Nasdaq (+0,57%).
Gli investitori sono apparsi indecisi sull'interpretazione da dare a numeri che si prestano a varie letture: l'inflazione ha rallentato il passo (+0,5% su base mensile e +6,4% anno su anno, il livello più basso da ottobre 2021), ma le aspettative erano per valori ancora più bassi (+0,4% rispetto a dicembre e +6,2% su base annuale). Anche il dato "core", quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto del 5,6%, dopo il +5,7% di dicembre, ma contro attese per un +5,5%.
Resta quindi l'incertezza sulle prossime mosse della Federal Reserve: secondo gli analisti un significativo rallentamento dell'inflazione avrebbe potuto convincere la Banca centrale americana a sposare una politica meno aggressiva, ma con questi numeri gli scenari restano tutti aperti, compreso quello di una Banca centrale americana aggressiva, intenzionata ad alzare ancora i tassi d'interesse (dall'attuale 4,5%-4,75%) e a mantenerli sopra il 5% per un po' di tempo, come confermato anche da Michelle Bowman, componente del Board della Fed. A proposito di Fed, la vicepresidente Lael Brainard sarà nominata dal presidente Joe Biden a capo del National Economic Council, che ha il compito di coordinare la politica economica del governo.
Inflazione Usa al 6,4% , ai minimi da ottobre 2021
A gennaio, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati più delle attese pur confermando il rallentamento della corsa dei prezzi. Lo scorso mese, i prezzi sono cresciuti dello 0,5% rispetto a dicembre e del 6,4% annuo (attese a +0,4% e +6,2%). Il dato annuale è il più basso in 14 mesi. Il mercato «da inizio anno ha recuperato proprio grazie al raffreddamento della dinamica di prezzi e salari - commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors - quindi sulle attese di un imminente fine del ciclo di rialzo dei tassi da parte della Fed. Il dato fortissimo, bel al di là di qualsiasi previsione, sul mercato del lavoro di gennaio ha però in parte rimesso in discussioni tale attese».


