Pensioni quota 100, agli statali liquidazione pagata solo a 65 anni d’età
di Davide Colombo e Marco Rogari
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Vedrà probabilmente la luce la seconda settimana di gennaio. Una volta approvata definitivamente sul filo di lana la manovra da parte del Parlamento, il decreto legge per dare attuazione al pacchetto su quota 100 sarà immediatamente collocato dal Governo in rampa di lancio insieme a quello sul reddito di cittadinanza.
Sulle pensioni le”scheletro” del provvedimento è pronto da tempo. I tecnici stanno continuando ad affinare gli ultimi dettagli. Un lavoro di limatura che proseguirà anche nei primi giorni di gennaio. E che ha già prodotto qualche novità.
A cominciare da nodo del pagamento del Tfs dei dipendenti pubblici che opteranno per l’uscita anticipata. La soluzione finale, se non ci saranno ripensamenti, è quella pagare la liquidazione agli statali non prima di 36 mesi dal pensionamento con quota 100 o, comunque, al compimento del 65esimo anno di età (3 anni dopo i 62 anni necessari per uscire con almeno 38 anni di contribuzione).
L’ipotesi di ricorrere a un prestito ponte bancario a costo zero sulla falsariga di quanto già previsto per l’Ape di mercato sarebbe stata accantonata dopo lo stop della Ragioneria generale dello Stato. Attualmente dal momento del collocamento a riposo possono decorrere da un minimo di 12+3 mesi ad un massimo di 24+3 mesi per il primo rateo di Tfs/Tfr (fino a 50mila euro di importo e fino ad un massimo di tre rate una ogni anno).
