Il ceo Chery: «Stm non teme la crisi e investirà anche in Italia»
Crescita anche nel 2023 nonostante i ricavi globali dei semiconduttori siano visti in calo. Il nuovo impianto «Agrate 300» totalmente in funzione entro il 2026
di Biagio Simonetta
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Oltre 20 miliardi di fatturato entro il 2025 e “full capacity” del nuovo impianto di Agrate Brianza (Agrate 300) entro il 2026. Ha le idee molto chiare, Jean-Marc Chery, amministratore delegato di STMicroelectronics, che proprio negli uffici del polo lombardo (una manciata di chilometri a est di Milano), ha spiegato presente e futuro dell’azienda. Un percorso che deve tenere conto di dinamiche globali in continua evoluzione: l’inflazione che ha fiaccato i consumi, le incognite cinesi, la guerra in Ucraina. Ciononostante, Chery mostra un certo ottimismo: «Siamo un’azienda solida. Lo abbiamo già dimostrato nel 2020, quando è esplosa la pandemia. Cresceremo ancora, anche nel 2023».
Dalla crisi dell’offerta a quella della domanda
Il Ceo di ST sa che è necessario fare i conti col contesto: «Chiaramente la nostra società non prescinde da quanto succede a livello internazionale. Ma sono convinto che anche in caso di un back-log, o di una grave recessione, il prossimo anno continueremo a crescere». E in virtù di questa previsione di crescita, la volontà di investire non può essere frenata: «Non smetteremo di investire, anche perché gli investimenti sono alla base della nostra strategia per raggiungere un fatturato di oltre 20 miliardi tra il 2025 e il 2027. Se vi state chiedendo se gli investimenti riguarderanno anche Agrate, la risposta è sì: continueremo a investire in modo massiccio, anche ad Agrate». Il ceo del colosso italo-francese, che non ha nascosto il paradosso dell’industria dei semiconduttori, con la crisi dell’offerta che si sta trasformando in una crisi della domanda («ma riguarda principalmente l’elettronica di consumo e in particolar modo il mondo degli smartphone Android, e non l’automotive»), ha confermato come la partnership con Apple - nella top ten dei clienti di ST - sia molto importante per la società.
Il primo wafer 300
Intanto dall’impianto Agrate 300 è uscito il primo wafer di silicio da 300 millimetri. La clean room da 15mila metri quadri è in fase di completamento, ma in parte già funzionante. L’obiettivo, come detto, è che l’impianto lavori a pieno regime per il 2026 (8.000 wafer a settimana). Ma il prossimo passo sarà l’avvio della produzione entro il primo trimestre del 2023. «Poi l’obiettivo sarà crescere come capacità produttiva di 500 wafer ogni trimestre, per arrivare a metà della capacità complessiva dell’impianto ovvero a 4.000 wafer a settimana, per il 2024», ha detto il Ceo, sottolineando che «occorre tempo per qualificare la tecnologia, dopo il 2023 ci sarà un'accelerata».
Per il nuovo impianto brianzolo, sono previsti investimenti per un miliardo di dollari circa entro quest’anno, che diventeranno 2 miliardi nel 2024. Per quanto riguarda l'occupazione, il cantiere ha assorbito molta manodopera: in questo momento sono poco meno di mille le persone attive nella costruzione degli impianti. Entro il 2023 si prevede di impiegare circa 600 dipendenti, fra nuova occupazione e trasferimenti interni.
I numeri di Gartner
Intanto vanno registrati i numeri del settore pubblicati nelle scorse ore da Gartner. Secondo l'ultima previsione dell’istituto di statistica, i ricavi globali dei semiconduttori dovrebbero diminuire del 3,6% nel 2023, a conferma di un mercato che batte in ritirata per la crisi dei consumi imposta dalle incertezze geopolitiche. Per quanto riguarda il 2022, invece, secondo Gartner il mercato dei chip crescerà del 4% per un totale di 618 miliardi di dollari. Un anno positivo, nonostante tutto. Mentre il futuro sembra incerto.


