Aiea rassicura su Chernobyl: «Nessun impatto su sicurezza». Raffreddamento a rischio
Kiev lancia l’allarme: «Dopo 48 ore senza elettricità i sistemi di raffreddamento si fermano». Ma l’agenzia: «Settimane prima che l’acqua evapori»
di Elena Comelli
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Nuovo allarme per il «possibile rilascio di sostanze radioattive» dal reattore di Chernobyl, dove il 26 aprile 1986, quando l’Ucraina era ancora Unione Sovietica, una serie di errori portò all’incidente nucleare più disastroso della storia. L’operatore nucleare ucraino Energoatom, che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari sul territorio nazionale, afferma che Chernobyl è senza energia elettrica e questo potrebbe impedire il raffreddamento del combustibile nucleare esaurito, portando al rilascio di sostanze radioattive.
«Nessun impatto critico sulla sicurezza», assicura per ora l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che mercoledì mattina ha confermato però la perdita dei «contatti di controllo» con la centrale, ovvero l’interruzione del «contatto remoto di trasmissione dati con i sistemi di salvaguardia».
L'interruzione di corrente alla centrale di Chernobyl «causerà a breve il blocco dei sistemi di raffreddamento dell'impianto di stoccaggio del combustibile nucleare, rendendo imminente la fuoriuscita di radiazioni», ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba, sollecitando la comunità internazionale a chiedere urgentemente alla Russia di cessare il fuoco e di consentire ai tecnici di riparare la rete elettrica che alimenta la centrale nucleare.
Raffreddamento a rischio
«I generatori diesel di riserva hanno una capacità di 48 ore per alimentare la centrale nucleare di Chernobyl. Successivamente, i sistemi di raffreddamento dell'impianto di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito si fermeranno, rendendo imminenti le perdite di radiazioni. La barbara guerra di Putin mette in pericolo l'intera Europa. Bisogna fermarlo immediatamente», ha chiesto Kuleba.
Immediato l’intervento dell’Agenzia, che getta acqua sul fuoco. L'Aiea fa presente di essere stata informata dalle autorità ucraine del taglio della corrente. «Circa 20mila fusti di combustibile esaurito sono immagazzinati nell’impianto di stoccaggio e hanno bisogno di un raffreddamento costante, il che è possibile solo se c’è elettricità», ha affermato Energoatom in una nota.

