Borse, altra settimana in rosso. Milano la peggiore da inizio anno ma spread torna sotto 200
I prezzi nell'Eurozona hanno registrato un'ulteriore accelerata (+8,6%). Nel 2022 Piazza Affari ha ceduto il 22%
di Andrea Fontana
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settimana in rosso per le Borse europee e in particolare per Milano che accusa la performance peggiore (-3,5% complessivo) e si conferma come la più penalizzata del 2022 (-21,9%) tra i principali listini del Vecchio Continente. Nell'ultima seduta della settimana le Borse europee non hanno trovato spunti per lasciarsi alle spalle un primo semestre molto negativo (-22% Milano e -20% Eurostoxx) e hanno chiuso in timidissimo rialzo tra il netto calo della manifattura in Europa, sottolineato dagli indici Pmi, e l’inflazione nell’Eurozona sopra le attese (+8,6% a giugno), un record che fa presagire un inasprimento della stretta monetaria da parte della Bce.
Dal canto suo, Piazza Affari resiste al dato sull'inflazione di giugno, salito al massimo dal 1986. Così, all'indomani di una seduta in cui l'incubo recessione ha schiacciato i listini con Milano che ha chiuso ai minimi in 19 mesi, il FTSE MIB ha chiuso in territorio positivo, così come il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte. Bene l' IBEX 35 di Madrid e piatto il FT-SE 100 di Londra mentre l'AEX di Amsterda ha scontato le vendite sul settore dei semiconduttori. In altalena Wall Street che ha poi chiuso in positivo con Dow Jones a +1,05%, S&P 500 a +1,06%, Nasdaq a +0.90%.
A Milano giù tech e auto, si salvano Atlantia e Leonardo
Sul Ftse Mib, Saipem ad alta volatilità nei giorni dell'aumento di capitale da 2 miliardi di euro: nella prima settimana le azioni ordinarie hanno raddoppiato il loro valore ma i diritti d'opzione per sottoscrivere l'aumento sono stati venduti a piene mani perdendo il 95% del loro valore. Bene Leonardo grazie al fatto che la Polonia ha acquistato 32 elicotteri per una commessa da circa 1,1 miliardi. In luce anche Telecom Italia, che sembra orientata a respingere l’offerta Cvc per il ramo business. Dopo una buona partenza hanno perso smalto i bancari (Unicredit, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Banca Pop Er) all’indomani del nuovo monito della Bce sui dividendi, che ne aveva provocato il tonfo in Borsa. Tra le peggiori si piazza Stmicroelectronics per il calo prospettive globali del settore chip e smartphone, certificato dal taglio dei target da parte del colosso Usa dei chip Micron Technology.
Inflazione Italia al top dal 1986, in Eurozona balza a 8,6%
Non si arresta la corsa dei prezzi in Italia. Secondo la prima stima dell'Istat a giugno l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (indice Nic) ha registrato un aumento mensile dell'1,2% e dell'8% su base annua (dal 6,8% del mese precedente) portandosi ai massimi da oltre 36 anni. L'Istat sottolinea come il livello annuo raggiunto a giugno sia il massimo dal gennaio giugno l’inflazione accelera di nuovo salendo a un livello (+8,0%) che non si registrava dal gennaio 1986 (quando fu pari a +8,2%).
Il quadro non cambia in Europa, anzi. L’inflazione nell’Eurozona continua a macinare record: a giugno ha toccato l’8,6%, (contro l’8,1 di maggio), un livello mai registrato da quando è stata creata l’Unione economica e monetaria. Lo stima flash sull’andamento dei prezzi al consumo è stata resa nota da Eurostat. La principale componente a incidere sulla crescita dell’inflazione media è stata l’energia, comparto nel quale l’aumento su base annua è stato a giugno del 41,9% rispetto a 39,1% di maggio.
Pmi manifatturiero Eurozona a minimo da 2020, giù in Italia
Notizie in chiaroscuro dal settore manifatturiero europeo. In Italia l'indice Pmi manifatturiero di giugno è calato da 51,9 a 50,9 punti, un dato comunque leggermente migliore delle stime di consenso (50,8) dopo quello di maggio pari a 51,9. In Francia è passato da 54,6 a 51,4 punti, mentre in Germania è sceso da 54,8 a 52 punti, registrando l'espansione più debole da due anni. Quello complessivo dell'Eurozona è sceso da 54,6 a 52,1 punti, il quinto calo mensile che porta l'indice ai minimi da agosto 2020.



