Il reddito di cittadinanza ora assomiglia al reddito di inclusione di Gentiloni
di Valentina Melis
3' min read
3' min read
Il reddito di cittadinanza muove i primi passi con i fondi stanziati nella manovra 2019. Fondi ridimensionati per rispondere alle richieste della Ue. Le risorse disponibili sono passate da 9 miliardi all’anno a 7,1 per il 2019, 8,05 per il 2020 e 8,3 annui dal 2021. Accanto a questo ritocco, la manovra interviene anche sul reddito di inclusione (Rei), la misura di contrasto alla povertà che già esiste e si può chiedere dal 1° dicembre 2017. In base alla modifica, anche per il 2019 i beneficiari del Rei potranno ricevere l’aiuto economico da 187 a 540 euro al mese senza aver prima sottoscritto il progetto personalizzato di presa in carico da parte dei servizi sociali del Comune e quindi eventualmente il patto di servizio per il reinserimento lavorativo, che è parte integrante della misura.
In ogni caso, il patto dovrebbe essere sottoscritto entro sei mesi da quando la famiglia ha cominciato a fruire del Rei. Questa eccezione, inizialmente prevista solo per il 2018, da un lato potrebbe favorire una più facile transizione verso il reddito di cittadinanza e dall’altro, però, può racchiudere il rischio di una prevalenza dell’aiuto monetario, senza alcun piano di reinserimento lavorativo dei disoccupati.
Restano i fondi per i Comuni
Dalle notizie che si conoscono finora e in mancanza di un provvedimento che stabilisca le regole del reddito di cittadinanza, sembra che la nuova misura abbia diversi punti di contatto con il Rei, attribuito fino a settembre a 379mila famiglie (oltre un milione di persone), per il 69% nel Sud, con un importo medio mensile di 305 euro (variabile fra i 239 euro della Valle d’Aosta e i 336 euro della Campania).
GUARDA IL VIDEO - Il pacchetto famiglia in manovra: dal bonus asilo nido ai congedi per i papà
Innanzitutto, la manovra per il 2019 non elimina i fondi stanziati per i servizi sociali dei Comuni, che hanno la regia del Rei. Le risorse disponibili per il reddito di inserimento vengono trasferite al nuovo Fondo per quello di cittadinanza, escludendo però la quota riservata ai municipi, il cosiddetto Fondo servizi. Agli enti locali restano dunque 347 milioni per il 2019, 587 per il 2020 e 615 dal 2021. Questo potrebbe significare che, anche se i centri per l’impiego avranno un ruolo centrale nell’applicazione del reddito di cittadinanza, i Comuni non saranno tagliati fuori.

