Assicurazioni auto, «bonus malus» verso l’addio
di Maurizio Caprino
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Addio al bonus malus. Non succederà presto, ma solo fra qualche anno. E non si conoscono ancora i dettagli: si sta solo avviando un tavolo di confronto per capire come sostituire l'attuale formula legata al veicolo e alla residenza con un'altra che tenga conto del comportamento effettivo del guidatore, quale che sia il mezzo che guida. Nel frattempo, tra circa un mese, arriveranno le nuove regole sull'attribuzione della classe di bonus malus.
Dopo quarant'anni in cui la classe è diventata praticamente un'ossessione per chi guida, ora si fa dietrofront: la stragrande maggioranza degli assicurati è nelle classi migliori e il sistema non rispecchia più il merito effettivo. Anche perché molti evitano il malus denunciando il sinistro in ritardo e poi cambiando compagnia, tanto che da agosto partirà un sistema antifrode che “inseguirà” il responsabile del sinistro in modo che anche la sua nuova assicurazione possa applicargli la retrocessione di classe.
Ma l'Ivass (l'istituto di vigilanza sulle assicurazioni), risolto ormai questo problema, sta andando oltre: ha annunciato l'inizio dei lavori di un tavolo che supererà il bonus malus. Entro l'inizio dell'estate, dovrebbe ricevere le prime proposte dalle compagnie e iniziare a vagliarle. Al momento sulle proposte c'è riservatezza, ma si può immaginare qualcosa.
Il punto cardine è monitorare il comportamento di ciascuno, qualsiasi mezzo guidi. L'ideale sarebbe seguire il suo smartphone, ma con enormi problemi di attendibilità e privacy. Così si può ipotizzare un sistema misto, che valorizzi anche l'archivio nazionale delle patenti, tenuto dalla Motorizzazione, nel quale affluiscono anche le segnalazioni sulle infrazioni rilevate dalle forze dell'ordine. Ma anche questo archivio ha molte lacune. Si dovrebbe quindi pensare a un sistema misto.
A spingere verso soluzioni di compromesso c'è anche un problema di equità: se una famiglia poco abbiente ha un solo veicolo utilizzato da quattro patentati, non è equo che su essa gravino quattro polizze obbligatorie al posto di quel l'unica che oggi copre tutti.

