Eurovision Song Contest parte con l’Ucraina in pole. Ascolti a 5,5 milioni
Stabiliti i primi 10 finalisti del festival. A Torino Cattelan, Mika e Pausini col dono della sintesi. Polemica per le molestie al party inaugurale
di Francesco Prisco
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I punti chiave
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Parte bene l’Eurovision Song Contest italiano, almeno per quanto riguarda gli ascolti. Sono stati 5 milioni 507mila, pari al 27% di share, i telespettatori che hanno seguito martedì 10 maggio su Rai 1 la prima semifinale della competizione Ebu, trasmessa in diretta dal Pala Olimpico di Torino. Un record, per quanto non sia scientificamente rilevante fare raffronti con le semifinali dell’anno scorso, dal momento che furono trasmesse da Rai 4, canale con una platea di nicchia. Nell’access prime time la presentazione dell’Eurovision ha ottenuto su Rai 1 4 milioni 716mila spettatori pari al 23,12% di share.
L’Eurovision Song Contest ha fatto anche cose buone. Ve lo immaginate voi un Sanremo che dura soltanto due ore e alle 23 tutti a dormire? Uno show in cui ci sono tre conduttori ma fanno i conduttori perché, trattandosi di un concorso canoro, al centro della scena ci vanno soprattutto le canzoni? È più o meno l’effetto che ha fatto la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest di Torino. Nulla di nuovo per chi segue la kermesse, se non per il fatto che un festival organizzato così, in Italia, è di per sé una notizia. Quando si dice il dono della sintesi.
Che emozione: alle 23 tutti a dormire
C’erano tre conduttori di primo piano (Alessandro Cattelan, Mika e Laura Pausini), tutti e tre avevano a che fare con lo show biz tricolore, ma non andavano troppo oltre il seminato, perché il format è internazionale, la liturgia la stabilisce Ebu e non c’è spazio per il gigantismo italico. Lo show c’è (con la tradizionale abbondanza di kitsch e qualche provocazione intelligente), la musica pure (la musica di Esc, rigorosamente per appassionati del genere), gli ospiti non mancano (dall’onnipresente Dardust a Diodato che rimembra ancora la vittoria «mutilata» di Sanremo 2020 con Fai rumore) eppure… est modus in rebus.
Chi va in finale
La musica, dicevamo: approdano alla finale di sabato Svizzera, Armenia, Islanda, Lituania, Portogallo, Norvegia, Grecia, Ucraina, Moldavia e Olanda che al televoto si sono imposte tra le prime 17 nazioni che concorrevano. Sabato, oltre alle nazioni che si qualificheranno con la semifinale di giovedì, avranno modo di affrontare le big five (Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia e Spagna), teste di serie che non passano per i due turni preliminari. E finalmente entreranno in gioco Blanco e Mahmood con Brividi, vittoriosa a Sanremo 2022.
Ucraina in pole per la vittoria
Ma che musica si è ascoltata a Eurovision? La competizione è cominciata con il tribal kitsch della albanese Ronela Hajati (Sekret). Atmosfere vagamente white soul (più white che soul) per la Lettonia, rappresentata dai Citi Zēni vestiti color pastello (Eat your salad), mentre la Lituania guarda in direzione della Mittleuropa anni Venti con il caschetto alla Louise Brooks di Monika Liu (Sentimentai). La Svizzera, al contrario, americaneggia inseguendo un’idea di America non meno retrò: quella di Marius Bear (Boys do cry). Non male il revival Italo Disco degli sloveni Last Pizza Slice (Disko). Nulla che i Daft Punk non abbiano già fatto una decina di anni fa, intendiamoci. Ovazione del pubblico per gli ucraini Kalush Orchestra, grandi favoriti della vigilia con la loro Stefania. E non per motivi squisitamente musicali. Se non è una pole position, poco ci manca.






