Diritti sportivi

Discovery, lettera al Cda Rai con l’offerta per le Olimpiadi (a 75 milioni)

Lettera di Discovery a Viale Mazzini in vista della riunione del Cda che dovrà decidere. In caso di mancato accordo la parte in chiaro delle Olimpiadi di Pechino andrà sul canale Nove

di Andrea Biondi

Inaugurazione PyeongChang 2018 (Getty Images)

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Un prezzo abbassato a 75 milioni dagli 80 iniziali. Ora il Cda Rai sarà chiamato a decidere sulla proposta di Discovery. La cui validità è limitata all’esito della riunione del Cda di Viale Mazzini previsto per domani. A quanto verificato dal Sole 24 Ore dai vertici di Discovery è partita una lettera alla volta dei piani alti della Rai con l'ufficializzazione dell’ultima proposta riguardante i diritti audiovisivi delle Olimpiadi di Pechino e Parigi, compresi i diritti digitali.

Il gruppo Discovery, che controlla Eurosport, giugno 2015 ha acquisito in tutta Europa i diritti per 4 edizioni (2018, 2020, 2022 e 2024) per 1,3 miliardi. L’acquisizione, per tutte le piattaforme, prevede comunque la trasmissione di 200 ore live in chiaro per le edizioni estive o 100 per quelle invernali fra le quali, appunto, quella di Pechino. In caso di mancato accordo, per Discovery ci sarebbe la carta “Nove”: canale in chiaro del gruppo.

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Si vedrà dunque se con questa offerta, abbassata rispetto a quella iniziale, Discovery e Rai troveranno un accordo con Viale Mazzini che sarebbe chiamata a un esborso superiore rispetto ai 72 milioni di euro considerati come soglia massima (vista anche la penalizzazione dovuta al fuso orario con la Cina).

E sarà interessante capire quale sarà la risposta del Cda Rai targato Fuortes. La questione dell’offerta dei grandi eventi sportivi è delicata per Viale Mazzini. Basta ricordare le polemiche seguite alla rinunzia ai diritti digitali degli ultimi Giochi olimpici di Tokyo. Alla fine – questo il prezzo della decisione – ci sarebbero voluti una ventina di milioni in più (23 per la precisione) da aggiungere ai circa 40 milioni per la diretta Tv. Il Cda guidato da Fabrizio Salini decise di limitarsi alla diretta Tv. Una mancanza, piovuta su Raiplay, che ha finito per pesare di più dei diritti acquisiti.

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