La riunione di marzo

La Bce taglia gli acquisti ma allontana il rialzo dei tassi

Estese le linee di liquidità per le altre banche centrali, ma le richieste saranno valutate caso per caso

di Riccardo Sorrentino

Lagarde (Bce): la guerra influenzerà negativamente l'economia

3' min read

3' min read

La guerra avrà un impatto forte su Eurolandia. L’«invasione russa» - così la chiama senza cautele diplomatiche la presidente della Bce Christine Lagarde, spilla al petto con i colori dell’Ucraina - peserà nei prossimi mesi attraverso prezzi più alti di energia e materie prime, interruzioni nelle forniture, riduzione della fiducia. La ripresa di fondo, però resta solida.

Meno acquisti nei prossimi mesi

A sorpresa, e dopo un consiglio molto diviso sul da farsi, la Bce ha deciso quindi di ridurre gli acquisti di titoli - a fronte di un’inflazione più resistente del previsto e in un’ottica di «normalizzazione» - e non avvicina proporzionalmente la stretta sui tassi. Il consiglio direttivo della banca centrale ha deciso di accelerare il tapering, riducendo gli acquisti di titoli dai 40 miliardi di aprile ai 30 di maggio fino ai 20 miliardi di giugno.

Loading...

Azzeramento possibile dal terzo trimestre

In seguito, si procederà in base ai dati macroeconomici in arrivo. Se le prospettive di inflazione, in particolare, non dovessero indebolirsi, il programma App potrebbe terminare nel terzo trimestre. Anche se, ha aggiunto Lagarde, i dati non vanno per ora in questa direzione. A febbraio la Bce aveva deciso una riduzione degli acquisti più lenta: 40 miliardi nel secondo trimestre, 30 miliardi nel terzo, fino ad arrivare al livello dei 20 miliardi da ottobre in poi. Gli acquisti di titoli pandemici, il programma Pepp, sarà completato, come già previsto, a fine mese.

Rialzo «graduale»

Cambiano però le indicazioni sul timing per il rialzo. Se il mese scorso indicava che la fine degli acquisti di titoli sarebbe intervenuta poco prima del primo aumento del costo ufficiale del credito, a marzo ha invece precisato che la stretta inizierà «qualche tempo» dopo la fine del programma App, e «sarà graduale». «Qualche tempo», ha spiegato Lagarde, «può significare una settimana o qualche mese», in dipendenza dai dati.

Inflazione prevista sotto il 2% entro il 2024

Non cambiano i criteri per la fine dell’accomodamento monetario: occorre che le proiezioni di inflazione raggiungano il due per cento ben prima della fine dell’orizzonte temporale e ci restino, e che l’inflazione sottostante, in sostanza la core inflation, sia coerente con la stabilizzazione dei prezzi. Non ci siamo ancora. Le proiezioni, a fronte di una crescita che passerà dal 3,7% quest’anno al 2,8% del 2023 e all’1,6% nel 2024, indicano un’inflazione che scende dal 5,1% (medio annuo) nel 2022, al 2,1% l’anno prossimo e all’1,9% nel 2024. L’inflazione core - senza energia e alimentari - passerà dal 2,6% quest’anno all’1,8% del 2023 e all’1,9% nel 2024.

Due scenari alternativi

Scenari alternativi, individuati per meglio affrontare le incertezze della guerra, prevedono una crescita molto più debole anche a causa di maggiori rincari delle materie prime e prezzi «considerevolmente più alti». In ogni caso, però, l’inflazione è prevista tornare al di sotto ma attorno al 2% nel 2024: 1,6% nello scenario «avverso» 1,9% nello scenario «severo». In entrambi i casi la crescita sarà più lenta rispetto allo scenario base: 2,5%, 2,7% e 2,1% nello scenario avverso, 2,3%, 2,3% e 1,9% in quello severo.

Ripresa di fondo ancora solida

Lo scenario di base, invece, prevede nel medio termine una ripresa di fondo - escludendo gli effetti della guerra - ancora solida, sostenuta dai risparmi delle famiglie, che potrebbero assorbire i rincari dell’energia, dalla fine di alcune interruzioni delle forniture e da un mercato del lavoro solido e privo di strappi sui salari che potrebbero incidere sull’inflazione. «Il sostegno monetario e fiscale - ha sottolineato Lagarde - resta critico, soprattutto in questa difficile situazione geopolitica».

Liquidità abbondante sui mercati

La politica monetaria dovrà ora essere «agile» trovare un sentiero bilanciato lungo cui procedere. La Bce resta pronta a modificare tutte le misure a disposizione, e si riserva quindi la massima opzionalità. Continuerà a monitorare tutti i mercati, dove la volatilità è aumentata, ma senza problemi sulla liquidità. La Bce osserva in particolare - ha spiegato il vicepresidente Luis de Guindos - i derivati sulle commodities, ma al momento anche qui non si manifestano problemi di liquidità. L’esposizione del settore finanziario dell’Eurozona verso la Russia «non è molto rilevante», ha aggiunto de Guindos: «Queste tensioni non sono paragonabili a quanto è successo allo scoppio della pandemia».

Estensa la facility per le banche centrali

Per contrastare tensioni finanziarie che possano ostacolare la politica monetaria, in seguito alla guerra, la Bce ha anche annunciato l’estensione del repo facility per le altre banche centrali (Eurep) fino al 15 gennaio 2023. Le richieste verranno però esaminate caso per caso.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti