Borse ad alta volatilità nel giorno della Bce, Milano (-0,7%) limita i danni nel post-Draghi
Listini a corrente alternata dopo il primo rialzo dei tassi di interesse nella zona euro dal 2011. Su Piazza Affari pesa la crisi di governo dopo le dimissioni del premier Draghi. Spread chiude a 237 punti (+16), euro torna a 1,02 dollari. Tonfo del petrolio
di Stefania Arcudi ed Enrico Miele
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Le ultime da Radiocor
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta ad alta tensione per le Borse europee, strette tra le decisioni della Bce, il tema energia con la riapertura del gasdotto Nord Stream che allenta per ora il rischio di uno stop delle forniture russe, e la crisi di governo Draghi. In "rosso" a fine giornata il FTSE MIB, che in avvio è arrivato a perdere fino al 2,7%, scendendo anche sotto quota 21mila punti dopo le dimissioni del premier e la prospettiva di elezioni anticipate in autunno, per poi recuperare, con lo spread però balzato a 237 punti (dai 221 della vigilia) dopo avere toccato a tratti quota 248. A corrente alternata, invece, le altre piazze continentali: in positivo Parigi (CAC 40) e Amsterdam (AEX) mentre perdono terreno Francoforte (DAX 30), Madrid (IBEX 35) e Londra (FT-SE 100) dopo le decisioni dell’Eurotower che ha alzato, per la prima volta dal 2011, i tassi di 50 punti base, più del previsto, aprendo a ulteriori aumenti nei prossimi mesi, lanciando al contempo il cosiddetto «scudo anti-spread».
A Milano vendite a pioggia sulle banche, brilla DiaSorin
A Milano ha chiuso in controtendenza Stmicroelectron sfruttando la risalita del settore tecnologico dopo il piano da 50 miliardi di dollari varato negli Stati Uniti a supporto alla produzione di chip americani. Sul FTSE MIB a fine seduta spiccano i titoli più difensivi come Amplifon e Diasorin, che beneficia anche delle indicazioni di Abbott Laboratories (che ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in crescita del 10% e utile per azione rettificato a +22%). In forte "rosso" invece tutti i titoli finanziari e più ciclici come Unicredit, Banca Generali, Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, Unipol e Banca Pop Er che hanno terminato in fondo al segmento principale di Piazza Affari. Altra seduta da dimenticare per Saipem e Telecom Italia che risente della fine anticipata del governo Draghi che potrebbe mettere in stand by diversi dossier, a partire dalle rete unica.
Primo rialzo dei tassi della Bce in 11 anni
Al termine della riunione del Consiglio direttivo, la Bce ha deciso di alzare i tassi di interesse di 50 punti base. Si tratta del primo aumento dal 2011. I tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale passano rispettivamente allo 0,50%, allo 0,75% e allo 0,00 per cento. Il Consiglio direttivo ha inoltre approvato uno strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Transmission Protection Instrument, Tpi). «Il Consiglio direttivo - si legge nel comunicato finale - ha ritenuto opportuno adottare un primo intervento più ampio nella normalizzazione dei tassi di riferimento rispetto a quanto segnalato nella riunione precedente. Questa decisione si basa sulla valutazione aggiornata del Consiglio direttivo sui rischi di inflazione e sul maggiore sostegno fornito dal Tpi a un’efficace trasmissione della politica monetaria. Ciò sosterrà il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo di medio termine del Consiglio direttivo rafforzando l’ancoraggio delle aspettative di inflazione e assicurando che le condizioni della domanda si adeguino in linea con il conseguimento dell’obiettivo di inflazione nel medio periodo».
Spread sull'ottovolante, chiude a 237 punti (+16)
Le dimissioni di Mario Draghi in mattinata, poi l'annuncio dell'aumento dei tassi da parte della Bce oltre le aspettative (50 punti base contro i 25 preannunciati a giugno) e quindi il materializzarsi del Tpi, il nuovo scudo anti frammentazione di Francoforte (leggi a difesa dei BTp dagli attacchi speculativi) hanno caratterizzato la seduta dei titoli di Stato italiani scambiati sul secondario telematico Mts. Nel finale lo spread base tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è, infatti, indicato a 237 punti dopo che in avvio, quando la fine dell'esperienza del governo Draghi era ormai scontata, era schizzato a 243 punti base dai 221 punti del finale di mercoledì 20 luglio (prima dell'esito del voto di fiducia al Senato). Nei minuti in cui Lagarde iniziava a spiegare come avrebbe funzionato il nuovo scudo anti-frammentazione dell'eurozona i rendimenti dei titoli italiani continuavano a salire a riprova di un flusso di vendite sul titolo sovrano della Repubblica. Nel prosieguo di seduta, invece, è tornato il denaro sul reddito fisso e anche i sovrani "core" hanno recuperato. A fine giornata, i decennali italiani rendono il 3,58% dopo aver toccato un massimo nel primo pomeriggio al 3,75%.



