Tonfo di Wall Street tra timori sui tassi ed escalation in Ucraina
Wall Street prosegue in calo, aspettando i verbali della Fed. Continua la pubblicazione delle trimestrali. Indici Pmi a luci e ombre
di Flavia Carletti e Andrea Fontana
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'escalation di tensione relativo alla guerra in Ucraina, con il presidente russo Putin che ha sospeso la partecipazione di Mosca al programma sul controllo delle armi nucleari Start, e l'incertezza sul fronte della politica monetaria delle banche centrali, alla vigilia dei verbali del Fomc e dopo l'apertura del finlandese Olli Rehn della Bce a nuovi rialzi in estate, hanno portato a una nuova flessione dei listini azionari.
L'andamento negativo di Wall Street, appesantita dalle prospettive caute sui consumi arrivate da Walmart e Home Depot, non ha poi permesso un recupero nel pomeriggio. Chiusura pesante a New York: il Dow Jones lascia sul terreno il 2,06% a 33.130,38 punti, il Nasdaq perde il 2,49% a 11.493,55 punti mentre lo S&P 500 lascia il 2% a 3997,38 punti.
Milano è arretrata dello 0,68%, Parigi ha ceduto lo 0,64%, Francoforte lo 0,5% così come Londra. In mattinata sono stati pubblicati gli indici Pmi dell'Eurozona realizzati presso i responsabili acquisti delle grandi aziende che hanno confermato il recupero del settore servizi mentre il manifatturiero è stato frenato dall'aumento dei tassi: comunque, secondo Ig, alla luce dei dati gli operatori finanziari «sono ormai convinti che lo spettro di una recessione sia stato del tutto evitato anche se permangono alcune incertezze legate al comportamento degli istituti monetari che potrebbero causare un rallentamento eccessivo dell’attività economica: il peggio sembra dunque essere passato».
Wall Street in calo, occhi a Fed e trimestrali
Gli investitori sono particolarmente nervosi in attesa dei verbali della Federal Reserve sull'incontro dello scorso primo febbraio, che saranno pubblicati domani. Gli analisti si aspettano che la Fed continui ad aumentare i tassi di interesse e poi li mantenga elevati, ben oltre il 5%, più a lungo del previsto, e questo alimenta la paura di una recessione. Sui mercati di oggi incidono i risultati trimestrali delle grandi catene di rivenditori e le tensioni tra Mosca e Washington dopo che la Russia ha sospeso l'accordo sul nucleare con gli Stati Uniti.
Indici Pmi sopra le attese negli Usa, bene i servizi in Ue
L'attività manifatturiera europea è peggiorata nel ,mese di febbraio. L'indice Pmi manifatturiero flash è calato a 48,5 da 48,8 in gennaio. Tuttavia l'indice della produzione manifatturiera, osserva S&P Global, è risalito a 50,4 punti da 48,9 in gennaio, al massimo da nove mesi Anche l'indice composito è migliorato a 52,3 punti (50,3), beneficiando dell'andamento dei servizi (53 da 50,8). Negli Stati Uniti, il Pmi servizi è tornato sopra i 50 punti (a 50,5 da 46,8 di gennaio), facendo meglio delle stime. Superiore alle attese, anche se sotto la soglia che indica una crescita dell'attività, il Pmi manifatturiero, salito a febbraio a 47,8 punti, dai 46,9 punti di gennaio.



