Di Maio: no sanzioni in prima fase di fattura elettronica obbligatoria
di Nicola Barone
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Oggi «è partito un nuovo patto fra governo e imprese per abbattere la burocrazia, abbassare il costo del lavoro, investire in innovazione e accelerare esportazioni». Nel tavolo al Mise il vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio vede «un grande momento di confronto e ascolto non estemporaneo». E già giovedì o venerdì si replicherà con un incontro tecnico sulla manovra per passare dalle parole ai «fatti».
Per l’obbligo di fatturazione elettronica in partenza con l’anno nuovo «stiamo vedendo di attenuare gli effetti, non ci saranno sanzioni finché non sarà chiaro il da farsi», anticipa il capo politico pentastellato. Che al contempo rassicura anche sullo sgravio sui contributi Inail («sarò felice entro fine anno di firmare la revisione delle tariffe che abbasserà il costo per le imprese italiane con un risparmio per loro di 1,7 miliardi») , sulla deducibilità al 50% dell'Imu sui capannoni, sulla soppressione del Sistri e sul pagamento del 50% dei debiti Pa verso le imprese entro il 2019.
Confermata anche l'apertura alle aziende sul reddito di cittadinanza. «Il coinvolgimento delle imprese nel reddito di cittadinanza è quello che abbiamo sempre detto: sia per la formazione sia per chi assume dalla platea del reddito ci sono degli sgravi, quando il tutor “navigator” orienterà il percettore del reddito verso la formazione potrà farlo verso centro per l'impiego, agenzia di formazione, sistema di formazione privato o pubblico o impresa. Chi assumerà dal meccanismo del reddito come impresa prenderà il reddito di cittadinanza per cinque mesi se è uomo e per sei mesi se è donna per incentivare l'occupazione femminile». In ogni caso, se dovessero intervenire delle dimissioni volontarie, verrebbe a cadere il reddito che comunque secondo quanto chiarito da Di Maio «arriverà al massimo a fine marzo».
Al tavolo anche Cdp, Invitalia e Ice
Passando alle infrastrutture, spiegano alcune fonti, al di là delle discussioni in corso il ministro ha prefigurato un approccio sistematico con l'istituzione di un piano regolatore con cui pianificare le necessità nazionali per i prossimi anni. Al tavolo si è parlato anche di sburocratizzazione e di far nascere un'agenzia unica che si occupi di internazionalizzazione delle aziende.
In totale sono state 36 le associazioni presenti fra quelle più rappresentative insieme ancora ai vertici di Cassa depositi e prestiti, di Invitalia e di Ice. L'incontro di oggi al Mise e quello con Salvini sono solo «il fischio di inizio» di una partita che si gioca nell'interesse dell'Italia, a giudizio del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. «Oggi abbiamo chiesto di dibattere anche sul futuro del Paese. Sono sei mesi che parliamo solo di quattro cose e cioè pensioni, reddito di cittadinanza, flat tax per gli autonomi e sicurezza. Oggi, dobbiamo cominciare a capirci su qual è l'idea che abbiamo di Paese e di futuro. Qual è la direzione che vogliamo prendere? Ci auguriamo che sia l'inizio di un mood diverso».
