Sfera Ebbasta, chi è il rapper degli eccessi che si sente una rockstar
di Francesca Milano
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«Il rap è solo una piccola parte del piano, per me. Vorrei essere uno di quegli artisti indiscutibili, che possono piacerti o non piacerti, ma che non puoi fare a meno di rispettare, perché hanno dato voce a qualcosa di unico». Quel “qualcosa” di cui Gionata Boschetti - vero nome di Sfera Ebbasta - parla non era certo la tragedia avvenuta in una discoteca dove avrebbe dovuto esibirsi e dove sono morte sei persone.
Quel “qualcosa” ha, invece, a che fare con la voglia di riscatto e il bisogno di trasformare la frustrazione giovanile in successo planetario. E - stando ai numeri - per adesso il ragazzo (classe ’92) sembra sulla buona strada: è il primo artista italiano ad aver conquistato un posto nella top 100 mondiale di Spotify e tutte le undici canzoni del suo ultimo disco, “Rockstar”, sono finite ai primi posti della classifica italiana del servizio musicale in streaming .
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«Il mio è stato un mix di talento e fortuna», si legge nel suo libro “Zero”, in cui il trapper racconta la sua storia: il talento di dare voce alla nuova generazione di adolescenti e la fortuna di aver trovato sulla sua strada le persone giuste, come il produttore Charlie Charles.
A dispetto di quanto si pensa, il successo di Sfera non è arrivato all’improvviso: i record di “Rockstar” (uscito nel 2017) sono frutto anche del lavoro degli anni precedenti. «C’è un motivo per cui sono capitato al posto giusto e al momento giusto: pensavo a quello tutti i giorni, tutto il giorno», racconta l’artista ripercorrendo il suo percorso musicale.
E allora facciamo un salto indietro: siamo a Cinisello Balsamo, fuori Milano ma non troppo. È il 2011. Gionata non ha ancora 20 anni e ha già mollato la scuola da un pezzo. È stato bocciato in prima media («credo sia una roba rara», dirà in un’intervista), poi alle superiori lascia definitivamente lo studio (pentendosene, più tardi). Passa le giornate con gli amici e decide di mettere online su YouTube qualche canzone. Ma non succede molto, almeno all’inizio. Deve aspettare il 2014 per il primo contatto con una casa discografica, e il 2016 per pubblicare il suo primo disco.
