«Imagine» di John Lennon diventa pure di Yoko Ono: gli effetti sull’asse ereditario
di Francesco Prisco
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Il 9 ottobre cade il 78esimo anniversario della nascita di John Lennon. La ricorrenza non fa cifra tonda ma Yoko Ono, vedova dell’anima rivoluzionaria dei Beatles, non è tipo da badare ai particolari e sono giorni di celebrazioni senza precedenti: l’album Imagine (1971) torna in una molteplicità di formati, il film Imagine torna al cinema fino al 10 ottobre e in più esce il libro Imagine John Yoko per L’Ippocampo Edizioni (pp. 320, euro 39,90) che ricostruisce il making of del disco.
GUARDA IL VIDEO / Anche Yoko Ono firma «Imagine»
Cosa si festeggia di preciso? A quanto pare la riattribuzione del diritto d’autore sulla canzone simbolo di quell’album al 50% tra John e Yoko. E per l’occasione la Ono si è anche cimentata con una versione concettuale (definiamola così) del brano, pubblicata su YouTube.
Yoko diventa co-autrice
La vicenda è nota: un anno fa la Ono ha avviato le pratiche legali per ottenere il riconoscimento di co-autorice di Imagine, precedentemente attribuita al solo Lennon. Il brano trarrebbe infatti spunto dalla sua raccolta di poesie Grapefruit, pubblicata per la prima volta nel 1964. Dove l’immaginifico verbo ricorre in più punti: «Imagine the clouds dripping/Dig hole in your garden to/ put them in» e così via. Lo stesso John avrebbe ammesso il «debito» nei confronti della consorte in un’intervista alla Bbc del 1980, adesso trascritta nel ricchissimo libro edito dall’Ippocampo: «Non avrei mai potuto scrivere Imagine senza di lei», riporta il virgolettato del musicista riferito alla moglie. «Mi ha aiutato con molti versi ma non ero abbastanza uomo da accreditarla. Gli autori di quella canzone erano John e Yoko ma ero ancora tanto egoista e inconsapevole da appropriarmi del suo contributo. Avrei dovuto attribuirla a Lennon/Ono perché il suo contributo è stato davvero grande». Il punto di svolta arriva ora, a 38 anni da quelle dichiarazioni. E pure dalla morte di John.
Se si allunga il diritto d’autore
Come dite? Revisionismo storico? Vi viene in mente Forrest Gump (1994), film capolavoro di Robert Zemeckis nel quale usciva fuori che l’ispiratore della stessa canzone era in realtà il simpatico eterno bambinone interpretato da Tom Hanks? Lasciate perdere per un attimo queste considerazioni e concentratevi su due temi piuttosto pratici. Il primo è il diritto d’autore: l’ammissione di Yoko Ono a co-autrice di Imagine di sicuro allunga la «vita» ai proventi sulla canzone. «Le convenzioni internazionali vigenti – sottolinea Paolo Galli, avvocato dello studio Baker McKenzie, tra i massimi esperti d’Italia in materia – stabiliscono che i proventi da diritto d’autore sono godibili dagli eredi fino ad almeno 50 anni dopo la morte dell’ultimo co-autore, temine esteso a 70 anni in tutta l’Ue e nei principali paesi industrializzati, tra cui gli Stati Uniti».




