Green pass a scuola: dovranno averlo anche i genitori degli alunni. Obbligo vaccino per Rsa
Per il personale delle Rsa (amministrativi e addetti spesso esterni che si occupano di pranzi e cene degli ospiti e delle pulizie) il decreto approvato in Consiglio dei ministri prevede l’obbligo del vaccino, e non del Green Pass
di Marzio Bartoloni e Claudio Tucci
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I punti chiave
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Il governo fa un altro piccolo passo avanti per estendere il green pass obbligatorio nel mondo del lavoro. Con il Consiglio dei ministri giovedì 9 settembre, è arrivato l’allargamento dell’obbligo della certificazione verde anche per i circa 40mila addetti (esterni) alle mense scolastiche e universitarie, e per qualche migliaio di lavoratori delle ditte di pulizia e manutenzione negli istituti scolastici (quelli ancora impegnati negli appalti attivi - dopo l’operazione di internalizzazione di oltre 11mila unità operata a inizi 2020, nonostante l’enorme necessità indotte dalla pandemia).
Scuola, obbligo green pass anche per i genitori degli alunni
Il pass, già previsto per il personale scolastico, sarà richiesto a chi lavora nelle scuole - dalle mense alle pulizie comprese le ditte esterne -, ma anche ai genitori che accompagnano i figli dentro gli istituti, compresi i più piccoli che frequentano gli asili o a chi deve entrare per un colloquio con un prof. Stessi obblighi per «chiunque accede» - così recita il decreto - anche in università, accademie e conservatori oltre che negli Its, gli Istituti tecnici superiori dove sarà chiesto il pass anche agli studenti (come già avviene per gli universitari). A parte le eccezioni di cui sopra l’obbligo di green pass a scuola non vale per gli studenti. E non vale per chi è esentato dal vaccino.
Sanzioni 400-1000 euro per chi è senza
A controllare il pass saranno i dirigenti delle istituzioni scolastiche ma anche i datori di lavoro. Previste sanzioni da 400 a mille euro sia per chi non ha il pass sia per i dirigenti e i datori di lavoro ai quali sono demandati i controlli.
Per personale Rsa obbligo vaccino dal 10 ottobre
Il decreto lancia anche un segnale sul percorso verso l'obbligo vaccinale, considerato oggi ancora un opzione da valutare solo dal prossimo autunno, ma che viene per la prima volta esteso al di fuori della platea sanitaria, l'unica dove al momento vige l'obbligo: dal 10 ottobre - si legge nella bozza del dl licenziato - «si applica altresì a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa» nelle Residenze sanitarie per gli anziani a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa» nelle Residenze sanitarie per gli anziani. Strutture dove si entra in contatto ogni giorno con pazienti particolarmente fragili (grandi anziani e disabili) e dove si cominciano a rivedere i contagi.
Si tratta di tantissimi operatori - in tutto nelle Rsa lavorano circa 250mila persone - tra amministrativi, personale che fa pulizie o prepara i pasti, compresi gli ausiliari socio assistenziali (circa 130mila) che si occupano dei bisogni dei ricoverati, ma finora esclusi dall'obbligo che per legge è scattato da aprile scorso solo per il personale sanitario. Per chi non rispetterà l'obbligo è prevista la sospensione della prestazione lavorativa e dunque dello stipendio. Anche in questo caso i controlli spettano ai dirigenti delle strutture sanitarie e ai datori di lavoro.

