Bollette fuori controllo, le storie delle aziende
I punti chiave
Salumificio Alborghetti
«All'inizio dell'anno volevamo investire sul fotovoltaico, poi con le incertezze a livello economico e la guerra abbiamo bloccato tutto. Ora lo riprendiamo in considerazione». Sebastiano Alborghetti, titolare del salumificio di Ambivere (Bergamo) cerca qualche soluzione ma non nasconde la preoccupazione per il futuro di un'azienda «che opera nel settore da più di sessant'anni e mai si è trovata in questa condizione». Nell'ultimo anno ha dovuto fronteggiare rincari sui materiali, come gli imballaggi, e picchi sulla materia prima, la carne. A luglio la bolletta segnava +253% sul 2021. «Si ragiona su un incremento dei listini. Ma per l'energia gli incrementi sono di tale portata e così repentini da risultare fatali. Tutta la filiera è in difficoltà. Sono auspicabili interventi straordinari da parte governativa per alleviare il carico alle imprese nell'immediato ed aiutarle ad accompagnare il costo diluendolo in un arco di tempo accettabile», conclude.
Azienda agricola Palo Rosa
«Attiva nella piana del Sele, a Pontecagnano Faiano (Salerno), è dedita da circa 20 anni alle coltivazioni sottoserra di insalatine “baby-leaf”, ovvero a piccola foglia che il consumatore trova sugli scaffali della grande distribuzione di tutta Europa in busta o vaschetta già pronta al consumo o da lavare. Ha circa 70 dipendenti che si occupano delle varie fasi, dalla coltivazione allo stoccaggio e confezionamento dei prodotti agricoli. Negli ultimi anni l'azienda ha intrapreso un percorso virtuoso in merito alla sostenibilità ambientale: ha adottato attrezzature e macchinari completamente elettrici senza motori a combustione per azzerare le emissioni nocive, ha implementato sofisticati impianti dediti alla fertirrigazione per ridurre al minimo lo spreco di acqua mediante controllo remoto, ha scelto impianti e macchinari a basso consumo energetico. Tutto questo processo ha comportato uno sforzo importante in termini di investimenti che ad oggi, con l'attuale scenario energetico in cui opera l'azienda, risultano insostenibili ed inadeguati a sostenere il costo dell'energia elettrica». La bolletta di luglio 2021 pesava 22.366 euro, quella dello stesso mese di quest’anno 83.668 euro.
Sicna
Alberto Ghioni, managing director dell’azienda di coloranti naturali e caramelli per l'industria di base a Bollate (Milano), denuncia come «nonostante una riduzione dei volumi consumati del 25%, gli importi sono aumentati di oltre cinque volte. Questo non è sostenibile nemmeno nel medio termine. Avanti di questo passo l'industria italiana e forse anche quella europea avrà seri problemi di competitività che potranno essere drammatici in determinati settori. E andiamo verso uno scenario di costi economici ma soprattutto sociali incalcolabili». Sicna a luglio ha pagato 40.908 euro per il gas, contro i 7.564 euro dell'anno scorso.








