Bitcoin ai minimi dell’anno. Ecco perché continua il ribasso
di Pierangelo Soldavini
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Ormai il bitcoin non fa più notizia, ma una nuova ondata di vendite, avviata venerdì, ha portato la criptovaluta più famosa ai minimi dell’anno, con un livello più basso toccato domenica a 5.800 dollari, livelli che non si vedevano da febbraio e comunque dal picco toccato a metà dicembre a ridosso dei 20.000 dollari. Da tre giorni a questa parte si sta infatti giocando una partita tecnica attorno alla soglia di 6.000 dollari, che se sfondata al ribasso potrebbe aprire la strada a nuovi pesanti ridimensionamenti delle quotazioni.
Il bitcoin prosegue così una fase di caduta dal picco di 19.800 dollari toccato a metà dicembre: pur con qualche rimbalzo, ha proseguito una discesa ininterrotta che ha provocato un crollo di circa il 70% delle quotazioni. A dir la verità rispetto a un anno fa, quando il bticoin valeva 2.500 dollari, le quotazioni sono più che doppie.
In ogni caso la caduta ha appesantito l’intero comparto delle criptovalute, che oggi segna una capitalizzazione totale pari a 250 miliardi di dollari, quasi un quarto rispetto al picco di 800 miliardi toccato a inizio anno. In questo scenario il bitcoin ha oggi un valore complessivo di poco più di cento miliardi.
I motivi della discesa
A dare il via alla nuova ondata di vendite è stato l'intervento delle autorità regolamentari giapponesi che hanno chiesto a BitFlyer e ad altri cinque exchange di stringere i freni in fatto di misure di sicurezza, costringendo le piattaforme a non accettare nuovi clienti dal momento che per ora risultano insufficienti le misure per identificare i movimenti di riciclaggio di denaro e di finanziamento dei terroristi.
Il provvedimento, che ha coinvolto le maggiori piattaforme giapponesi di scambio di criptovalute, sembra indicare un cambiamento di rotta da parte delle autorità nipponiche in un Paese dove dallo scorso anno il bitcoin è accettato come mezzo di pagamento. Una nuova rivalutazione delle politiche di sicurezza e accesso agli exchange verrà fatta tra un mese. Ancora oggi la grande maggioranza del trading sul bitcoin è denominato in yen.
