La giornata dei mercati

La crisi politica affossa Piazza Affari (-3,4%). Spread a 223 punti

L'euro scende sotto la parità sul dollaro prima di un leggero recupero. Deludono le trimestrali di JpMorgan e Morgan Stanley

di Flavia Carletti

Aggiornato alle 18.20

La Borsa, gli indici del 14 luglio 2022

4' min read

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in calo per le Borse europee ma sopra i minimi di seduta, con Milano maglia nera zavorrata dalla crisi politica interna. A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso il 3,44%, ai minimi da metà novembre 2021 con la quarta seduta negativa, quando a Parigi il Cac40 è sceso dell'1,41% e a Francoforte il Dax40 dell'1,86 per cento. Per quanto riguarda le altre Borse europee, l’Aex di Amsterdam è sceso dello 0,93%, il Ftse100 di Londra dell’1,63% e l’Ibex35 di Madrid dell'1,87%, quando a Milano il Ftse All Share ha ceduto il 3,29 per cento.

Pesa ancora l'inflazione Usa, timori per economia

I mercati azionari hanno ancora risentito del dato sull'inflazione Usa di ieri, salito ai massimi dal 1981, e iniziano a scontare la possibilità che - dato per assodato un rialzo di 75 punti basi nella prossima riunione della Federal Reserve - la banca centrale Usa possa essere ancora più aggressiva e procedere a un rialzo di 100 punti base. E proprio oggi, Christopher Waller, componente del Board della Federal Reserve, ha detto che è pronto a considerare un aumento dei tassi di interesse "maggiore" rispetto a quello da 75 punti base deciso a giugno, per contrastare l'inflazione. Intanto è partita la stagione delle trimestrali negli Usa e i conti dei primi due big bancari - Jp Morgan e Morgan Stanley - hanno deluso le attese. Questa mattina poi, la Commissione Ue ha rivisto al ribasso le stime sul Pil della zona euro e alzato quelle sull'inflazione. Per l'Italia nel 2022 la crescita è prevista in crescita del 2,9% (dato rivisto in positivo) mentre nel 2023 la stima scende al +0,9%, fanalino di coda dell'area euro.

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Draghi incassa la fiducia al Senato e va al Colle

Sul fronte politico, il Dl Aiuti è passato al Senato con la fiducia ma i 5 Stelle, come preannunciato, non hanno votato e il presidente del consiglio, Mario Draghi, ha avuto un colloquio di circa un'ora con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In questo quadro, lo spread tra BTp e bund decennale ha toccato anche i 228 punti base prima di chiudere a 223, quando l'euro è sceso sotto la parità con il dollaro prima di recuperare terreno. Giù anche Wall Street, quando è partita la stagione delle trimestrali delle «big» bancarie americane. Sul fronte macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 9.000 unità a 244.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 235.000. Si tratta del numero maggiore registrato dal novembre 2021. I prezzi alla produzione di giugno sono aumentati dell'1,1%, sopra le stime.

Saipem tenta il rimbalzo, male le banche

A Piazza Affari, tra i titoli, Saipem ha cercato il rimbalzo (+5,69%). Ha resistito Amplifon (+2,06%) con St (+0,32%), dopo che Taiwan Semiconductor Manufacturing (Tsmc), tra i maggiori colossi mondiali dei chip e grande fornitore di Apple e Qualcomm, ha riportato risultati per il secondo trimestre superiori alle attese e ha alzato le guidance sui ricavi. Segno opposto per bancari, finanziari e comparto energia, in una seduta di vendite generalizzate. Tim con un calo del 6,4% ha registrato la peggiore performance tra i titoli a maggiore capitalizzazione. Il settore bancario è stato tra i più penalizzati con Bper (-6,17%) e Unicredit (-6,11%) in coda al segmento principale, quando Intesa Sanpaolo ha perso il 5,54% e Banco Bpm il 5,54 per cento.

Seduta negativa per energia e finanziari

Forti vendite anche su Enel (-5,7%), in una seduta di debolezza per molti titoli finanziari: Finecobank -5,07%, Mediobanca -4,7%, Unipol -4,39% e Nexi -4,22 per cento. In rosso anche gli altri titoli del risparmio gestito: Banca Generali -4,12%, Azimut -4,07% e Banca Mediolanum -3,54%, all’indomani della prima assegnazione del rating da parte di S&P (BBB con outlook positivo). Poste Italiane, associabile al settore del risparmio gestito, ha perso il 5,08%. Male anche le utility con Snam (-4,39%) e Terna (-4,26%), quando Eni ha lasciato sul terreno il 4,25% e Tenaris il 4,04%, complice la debolezza del greggio.

Spread chiude in rialzo a 223, rendimento decennale al 3,41%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund che, sull'onda della crisi di Governo, ha terminato in netto rialzo seppur in lieve ritracciamento rispetto ai massimi di giornata. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari scadenza tedesco e' indicato a 223 punti base, in aumento di ben 14 centesimi rispetto al closing di ieri. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,41%, dal 3,24% della vigilia.

Euro scende sotto la parità con il dollaro poi recupera

Brusca caduta per l'euro che è sceso in pochi minuti da 1,001 sul dollaro a 0,9552 per poi recuperare e chiudere a 1,0011 dollari sempre sui minimi dal 2002. In chiusura dei mercati europei, l'euro passa di mano anche a 139,238 yen (138,7), quando il biglietto verde vale 139,08 yen. «La domanda per il biglietto verde continua a crescere, soprattutto dopo i dati di ieri sull'inflazione Usa, che ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quattro decenni al 9,1%», sottolineano da ActivTrades, con le attese di politiche sempre più aggressive da parte della Fed e l'ipotesi di un aumento del costo del denaro di 100 punti base già a luglio. L'euro, d'altra parte, soffre gli effetti della guerra in Ucraina e della crisi energetica, che penalizza le prospettive di crescita dell'Eurozona, con «la pressione inflazionistica che aumenta e mette la Bce in una situazione sempre più difficile. La Banca centrale europea sa che qualsiasi azione per frenare l'inflazione andrebbe a danneggiare l’economia, ma la mancanza di azione renderebbe l'euro ancora più debole», concludono gli analisti.

Petrolio in calo, gas sotto 180 euro/Mwh

In calo il prezzo del petrolio sui timori per la domanda globale: il contratto consegna settembre sul Brent perde il 2,14% a 97,44 dollari al barile e quello consegna agosto sul Wti il 2,73 a 93,67 dollari al barile, quando il gas ad Amsterdam è prima salito a 180 euro e poi è tornato a scendere (-3,1% a 174,8 euro al megawattora). A pesare sul greggio, oltre ai timori per l'inflazione, sono anche le notizie dalla Cina, primo importatore di petrolio, visto l'aumento dei casi di Covid-19 nel Paese e le chiusure dei casinò e di quasi tutte le attività commerciali e industriali a Macao, decise per frenare la diffusione del virus. L'Opec, intanto, ha affermato che la crescita della domanda di petrolio continuerà nel 2023, ma a un ritmo leggermente più lento rispetto al 2022, in un andamento simile alla crescita economica globale.

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