Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
di Angelo Mincuzzi
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Altro che Panama Papers. È un vero terremoto quello che potrebbe scatenarsi nelle prossime ore nel mondo della finanza internazionale. Mercoledì scorso la Appleby, una delle più grandi società di consulenza dei centri offshore nel settore bancario e dei servizi finanziari, dei fondi d'investimento, dell'energia e delle assicurazioni ha rivelato che i suoi sistemi informatici sono stati violati. L'hackeraggio, o il furto di dati, non è avvenuto nei giorni scorsi ma un anno fa e a spingere la società a rendere pubblico solo ora l'episodio sono state le telefonate e le email ricevute dalle testate aderenti al Consorzio internazionale giornalisti investigativi (Icij), il network che nel 2016 fece esplodere il caso dei Panama Papers. I giornalisti dell'Icij, ha affermato la Appleby, starebbero lavorando su documenti interni della law firm e su informazioni relative ai suoi clienti.
Negli ambienti del giornalismo investigativo circolano da mesi indiscrezioni secondo le quali l'Icij starebbe lavorando su nuovi dati e l'ammissione della Appleby fa ritenere che si tratti proprio dei file sottratti alla società di consulenza che ha la sua sede principale ad Hamilton, capitale delle isole Bermuda. Non si conosce, per il momento, la quantità di file che sarebbero stati prelevati dai database dell'Appleby né quali server siano stati violati e dunque fino a quando sui giornali aderenti all'Icij (per l'Italia il settimanale L'Espresso) non comincerà la pubblicazione degli articoli non sarà possibile avere un'idea del danno subito dalla società di consulenza e dai suoi clienti
Una Mossack Fonseca alla decima potenza
Quello che si può dire fin da ora, invece, è che potenzialmente il furto di dati può avere effetti dirompenti, ben più di quanto accaduto con i Panama Papers. Appleby, infatti, non è paragonabile alla Mossack Fonseca, la law firm panamense i cui archivi hanno dato il via all'affaire che lo scorso anno ha coinvolto direttamente e indirettamente capi di Stato e di governo di decine di paesi, uomini d'affari, calciatori e artisti di tutto il mondo. Appleby è molto di più di una semplice Mossack Fonseca. I suoi clienti, infatti, si chiamano Credit Suisse, Hsbc, Blackstone, Barclays, Royal Dutch Shell, Standard Chartered. Appleby presta i suoi servizi di consulenza a decine di società dell'indice Ftse 100 e della classifica Fortune 500. Si tratta delle più grandi realtà industriali e finanziarie del mondo. Sono stati prelevati anche i dati relativi alle operazioni che hanno coinvolto queste società? È ancora presto per dirlo ma la possibilità che ciò sia accaduto non può essere esclusa del tutto.
Il rischio sta proprio nelle dimensioni, anche geografiche, della Appleby. La società è uno dei maggiori fornitori al mondo di servizi legali, fiduciari, di trust e di entità offshore. Ma non solo. Un parte rilevante del suo business è rappresentato dalle consulenze legali in otto settori strategici: banche e servizi finanziari; giochi online; energia e risorse naturali; fondi e servizi d'investimento; assicurazioni e riassicurazioni; private equity; scienza e tecnologia; trasporti e logistica.