Inter-Napoli, tifoso morto e caso Koulibaly: questo calcio fa schifo
di Francesco Prisco
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Questo calcio fa schifo. Lasciatevelo dire da un tifoso, un appassionato tutt’altro che politically correct, uno che resta giù di morale tutta la settimana se la propria squadra perde. Quale sia questa squadra è dettaglio secondario, il tema è un altro, il solito: perché il pallone resta la zona franca attraverso la quale passano atteggiamenti che in nessun altro contesto del vivere civile sarebbero tollerati? Il 26 dicembre ero a San Siro per Inter-Napoli. Il risultato è un altro dettaglio secondario: contano gli scontri prima della partita, costati la vita a un tifoso, e gli ululati razzisti contro Koulibaly che ha perso la testa e si è fatto espellere.
Dov’è finito il buonsenso?
Non fraintendete: non è buonismo il mio o, peggio, qualunquismo. È una cosa più antica e, probabilmente proprio per questo, fuori moda: si chiama buonsenso. È consapevolezza che il calcio può essere bellissimo, una specie di salutare «doping» delle emozioni, passione condivisa da vivere allo stadio, al bar o in famiglia. Ma il calcio dovrebbe restare un formidabile entertainment , nella consapevolezza che, fuori dal calcio, esistono cose più importanti, valori più alti, imprescindibili. Si può vivere di calcio, ma morirci è da sciagurati. Infliggere o subire violenza - fisica o verbale che sia - in nome del calcio è una roba ignobile e, se a questa frase state per far seguire un «ma», ritenetevi corresponsabili di questo schifo.
Il blitz al van del Napoli e il tifoso interista morto
Partiamo dallo schifo che ha preceduto la partita. Una faccenda ancora da chiarire, sulla quale sono in corso indagini da parte della Procura di Milano. Intorno alle 19.30 a via Novara un van con a bordo tifosi del Napoli sarebbe stato bloccato e attaccato da ultras nerazzurri armati di mazze e catene. «Un’azione squadristica ignobile», secondo la definizione del questore di Milano, cui avrebbero partecipato cento tifosi di Inter, Varese e Nizza. Gli occupanti del van dal veicolo sarebbero scesi, circostanza che avrebbe portato a una rissa. Un supporter napoletano è stato accoltellato in modo lieve a un fianco e altri avrebbero riportato contusioni. Il tifoso nerazzurro deceduto nella mattina del 27 dicembre sarebbe stato investito mentre il van si stava allontanando dalla zona dei tafferugli. L’uomo, le cui condizioni sono apparse subito molto gravi, era stato ricoverato in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico che non è servito a salvargli la vita. L’aggressione al van ha portato all’arresto di tre tifosi dell’Inter. E meno male che era la prima volta che la serie A giocava a Santo Stefano.
Quegli ululati a Koulibaly
E veniamo ora allo schifo che si è visto in campo. Koulibaly, difensore centrale franco-senegalese del Napoli, per tutto il corso della partita è stato beccato dal pubblico con i soliti vecchi ululati razzisti. Per tre volte la panchina del Napoli ha chiesto la sospensione del match per cori discriminatori. Per tre volte gli altoparlanti di San Siro hanno avvertito la tifoseria del rischio di sospensione previsto dall’articolo 62 delle norme federali, puntualmente sommersi dai fischi. Ma difatti si è continuato a giocare. Koulibaly ha continuato a giocare: è stato a lungo il migliore dei suoi, nel primo tempo ha addirittura salvato un pallone sulla linea di porta, ma all’8o’ ha perso la testa. Di fronte a un’ammonizione, ha applaudito con stizza ironica l’arbitro Mazzoleni beccandosi un rosso. Di lì a poche ore, il difensore napoletano avrebbe twittato: «Mi dispiace la sconfitta e soprattutto aver lasciato i miei fratelli! Però sono orgoglioso del colore della mia pelle. Di essere francese, senegalese, napoletano: uomo». Intanto, giovedì 27 dicembre, arrivano le decisioni del giudice sportivo: due giornate di squalifica a Koulibaly e Insigne, due partite a porte chiuse per l’Inter, più una terza con la sola curva squalificata. Così parlò Salomone. Quanto al «fermiamo il campionato» da più parti agitato, scordatevelo: the show must go on. E vorrei vedere, considerando gli interessi in gioco in questo gioco...
Le scuse della città di Milano
Torniamo a Koulibaly, violentemente schernito. A Milano, in una delle più civili città italiane, sicuramente la più cosmopolita, la prima nella classifica della qualità della vita. Non è un caso se il sindaco Giuseppe Sala, presente allo stadio, ha chiesto scusa a nome del comune: «Quei buuu a Koulibaly sono stati una vergogna. Un atto vergognoso nei confronti di un atleta serio come lui, che porta con fierezza il colore della sua pelle. E anche, pur in misura minore, nei confronti di tante persone che vanno allo stadio per tifare e per stare con gli amici», ha scritto giustamente il primo cittadino su Facebook, proponendo per la fascia di capitano dell’Inter il ghanese Asamoah a partire dalla prossima partita.


