La mano di Dia fa saltare la Festa del Napoli
La Salernitana gela la festa per lo scudetto del Napoli pareggiando a 6 minuti dalla fine della partita. Giovedì trasferta dei partenopei a Udine
di Dario Ceccarelli
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I punti chiave
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E adesso? Che cosa succede dopo che il folletto dispettoso del calcio ci ha messo lo zampino? Il vecchio e saggio Trapattoni ammoniva: vola basso, non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. E in effetti quel gattaccio dispettoso della Salernitana un bel tiro mancino al Napoli gliel'ha tirato: era tutto pronto, con una città lucidata d'azzurro che aveva già acceso la miccia della festa scudetto, e poi arriva quel Dia, con quel nome che sembra un refuso o un ulteriore sberleffo (è stata la mano di Dia...) e ti scarica una palombella carogna che gela il Maradona.
Festa rinviata
Una gelata da inverno siberiano. Una crudeltà. Come se a un bambino, già in piedi per scartare i regali, gli dicessero che quest'anno Natale non si fa. Che è stato rinviato a data da destinarsi. Una cattiveria, insomma. Era già tutto apparecchiato, con i vicoli invasi dai turisti, i quartieri spagnoli densi come banchi di sardine, e i cugini della Salernitana s'inventano questo colpo gobbo proprio quando mancano 6 minuti alla certificazione di uno scudetto conquistato con 6 giornate d'anticipo. Scherzi da prete. Scherzi da Dia.
Scherzi di un campionato pazzo che non rinuncia a sorprenderti. E pensare che 20 minuti prima Olivera, di testa, aveva finalmente realizzato quella rete che tutta Napoli, e i suoi tifosi, aspettavano per scatenarsi. Perfino l'Inter, che a San Siro ultimamente prendeva solo bastonate, gli aveva aperto la strada asfaltando la Lazio di quel sapientone del professor Sarri. Insomma: il Maradona, era pronto a esplodere dopo 33 anni dall'ultimo scudetto, quello del bis del Pibe de Oro che molti giovani napoletani hanno visto solo dipinto nei murales e nei vecchi filmati televisivi.
Giovedì il Napoli gioca a Udine
E invece tutto rinviato al prossimo turno, alla prossima trasferta di giovedì a Udine. Nulla di irreparabile, certo. Verrano anche aperti i cancelli del Maradona per vedere in diretta la sfida sui maxischermi. Però bisognerà fare altri calcoli, altre alchimie, frenare un entusiasmo lavico che non si sa più come arginare. Qualcuno già maligna e dice: brava la Salernitana che ha lottato fino all'ultimo. Si vede che però il Napoli non è più quello di due mesi fa... Parole che fanno scattare la mosca al naso a Luciano Spalletti che ribatte: “Lo scudetto rinviato allunga il godimento, credo che lo scudetto del Napoli farà piacere a tanti, tranne a certi cecchini che ogni tanto ti sparano contro …”. Inevitabili schermaglie che fanno parte del gioco.
Come la rivincita dei tifosi interisti sui partenopei. Che sghignazzano dicendo: ci avete fatto una capa tanta perché battessimo la Lazio, e poi, dopo tutto questo can can, con palloncini e bandiere, gli artisti da strada, Pulcinella e San Gennaro, vi fate infinocchiare dalla Salernitana a 6 minuti dalla fine… In effetti lo sfottò ci sta. Comunque, a parte episodi isolati, la botta è stata assorbita meglio del previsto. Ben sapendo che il più grande spettacolo dopo il big ben, è solo rinviato. Che bisognerà solo soffrire ancora un po'. Che l'ultimo chilometro, dopo tanti chilometri di fuga, sarà più lungo del previsto. Ma forse, come tutte le imprese più sudate, sarà ancora più bello.


