Pensioni opzione donna: le risposte ai dubbi su requisiti, contributi e penalizzazioni
di Antonello Orlando
3' min read
3' min read
L’opzione donna è scaduta?
Al momento l’opzione può essere attivata solo dalle lavoratrici che hanno compiuto i requisiti previsti (57 o 58 anni di età e 35 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2015 come ufficializzato dalla circolare Inps 45/2016. La decorrenza delle prestazione segue poi ulteriori adeguamenti a speranza di vita. Nel caso di una proroga disposta dalla legge di bilancio del 2019 sarà possibile maturare i requisiti almeno fino al 2018 o entro una finestra successiva disposta dalla norma.
I contributi utili per esercitare la cosiddetta opzione donna devono essere tutti di effettivo lavoro?
La contribuzione deve essere “effettiva” relativamente ai 35 anni richiesti, intendendo per effettiva qualsiasi contribuzione, anche da riscatto, che non sia accreditata figurativamente per eventi di disoccupazione o per malattia a carico Inps. Vale dunque anche quella per il riscatto del corso legale di laurea.
PER SAPERNE DI PIÙ - Pensioni, da quota 100 a opzione donna: ecco tutte le vie di uscita nel 2019
Ho lavorato 15 anni in poste italiane con versamento in Ipost e poi 20 anni presso una azienda del settore bancario. È possibile utilizzare per opzione donna il cosiddetto cumulo contributivo?
La risposta è negativa. Il cumulo contributivo è attivo solo per pensioni di vecchiaia e anticipate. Non per opzione donna nè, ad esempio, per gli addetti a mansioni usuranti. Dunque, nel caso in questione, per perfezionare il requisito contributivo sarà necessario richiedere la ricongiunzione onerosa a carico della lavoratrice ai sensi della legge 29/1979.
Come sarà rinnovata l’opzione?
Il Governo ha annunciato di volere reintrodurre l’opzione estendendone l'efficacia e aumentato di qualche anno gli attuali requisiti. Tale norma dovrà trovare spazio o negli emendamenti alla legge di bilancio del 2019 o in un decreto legge collegato dedicato a misure previdenziali.

