Borse Ue tornano ai minimi da due anni con scure dell'Fmi. Milano chiude a -0,9%, giù il petrolio
Il Fondo monetario taglia le stime di crescita globale per il 2023 e lascia invariate quelle per il 2022.La crisi energetica non sarà transitoria. Attesa per i verbali della Fed e prezzi negli Stati Uniti. A Piazza Affari deboli banche ed energetici
di Chiara Di Cristofaro ed Enrico Miele
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Fmi vede nero per la crescita mondiale e gli indici europei, di conseguenza, continuano a perdere quota e chiudono sui minimi ormai da due anni. A mandare in ansia i mercati c’è l’attesa per i verbali della Fed (mercoledì 12 ottobre) e l’inflazione Usa (giovedì 13 ottobre) dai quali si attendono indicazioni sui futuri rialzi dei tassi d’interesse. Ma il timore degli investitori, in questa vigilia complicata, è che gli effetti dell’inflazione e i venti di recessione possano già far sentire i loro effetti sulle trimestrali dei big Usa, la cui pubblicazione inizierà a stretto giro.
Le stime del Fondo monetario internazionale, in fondo, parlano chiaro: la crisi energetica? Nel 2023 sarà peggio, l’inflazione rimarrà elevata più del previsto (+9,5% a fine anno), con Italia e Germania le prime a finire in recessione, mentre vengono ridotte le attese sul Pil mondiale (+2,7% l’anno prossimo). Senza contare la crisi sul fronte russo-ucraino, con i missili di Mosca caduti a pochi passi dai palazzi del Governo di Kiev e il nuovo attacco a Zaporizhzhia nella notte e il nuovo balzo dei contagi da Covid in Cina.La peggiore a fine seduta nel Vecchio Continente è la Borsa di Milano, che termina con il FTSE MIB in coda. Male anche Parigi il CAC 40, Francoforte il DAX 30 e Amsterdam l'AEX A pagare il conto più salato sono i titoli del comparto energetico delle materie prime, che scontano il perdurare della crisi energetica, i timori sulla domanda globale e la brusca frenata del petrolio.
Wall Street in chiaroscuro
Dopo un avvio in rosso gli indici a Wall Street hanno girato in positivo, reduci da quattro sedute negative consecutive. Tuttavia, a fine seduta la chiusura è stata contrastata: se il Dow Jones sale dello 0,12%, il Nasdaq perde l’1,10%, mentre lo S&P 500 cede lo 0,66%.
L'attesa degli investitori è per i prossimi dati sull'inflazione: i prezzi alla produzione e i prezzi al consumo, previsti rispettivamente mercoledì e giovedì, mostreranno se i considerevoli aumenti dei tassi di interesse stanno funzionando o se dati inferiori alle previsioni spingeranno invece per un ulteriore aumento di 75 punti base al prossimo incontro della Banca centrale, in novembre. Le aspettative sull'inflazione a un anno, a settembre, sono intanto calate dal 5,74% al 5,4%, secondo l'ultimo sondaggio condotto dalla Fed di New York. Si tratta del dato più basso in un anno, dopo aver toccato il 6,8% a giugno.
Sull'azionario, soffrono i titoli dell'industria tecnologica e dei semiconduttori, alla luce di una nuova serie di restrizioni sulla tecnologia cinese. In calo anche i titoli delle banche, il settore che venerdì darà inizio alla stagione delle trimestrali. Tra i migliori c'è American Airlines, dopo che la compagnia aerea ha annunciato che i conti del terzo trimestre saranno migliori delle attese, grazie ai dati positivi sulle vendite per il Labor Day (4 settembre), uno tra i weekend festivi più popolari negli Stati Uniti.



