La giornata dei mercati

Borse Ue tornano ai minimi da due anni con scure dell'Fmi. Milano chiude a -0,9%, giù il petrolio

Il Fondo monetario taglia le stime di crescita globale per il 2023 e lascia invariate quelle per il 2022.La crisi energetica non sarà transitoria. Attesa per i verbali della Fed e prezzi negli Stati Uniti. A Piazza Affari deboli banche ed energetici

di Chiara Di Cristofaro ed Enrico Miele

Aggiornato alle 22:13

La Borsa, gli indici del 10 ottobre 2022

4' min read

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Fmi vede nero per la crescita mondiale e gli indici europei, di conseguenza, continuano a perdere quota e chiudono sui minimi ormai da due anni. A mandare in ansia i mercati c’è l’attesa per i verbali della Fed (mercoledì 12 ottobre) e l’inflazione Usa (giovedì 13 ottobre) dai quali si attendono indicazioni sui futuri rialzi dei tassi d’interesse. Ma il timore degli investitori, in questa vigilia complicata, è che gli effetti dell’inflazione e i venti di recessione possano già far sentire i loro effetti sulle trimestrali dei big Usa, la cui pubblicazione inizierà a stretto giro.

Le stime del Fondo monetario internazionale, in fondo, parlano chiaro: la crisi energetica? Nel 2023 sarà peggio, l’inflazione rimarrà elevata più del previsto (+9,5% a fine anno), con Italia e Germania le prime a finire in recessione, mentre vengono ridotte le attese sul Pil mondiale (+2,7% l’anno prossimo). Senza contare la crisi sul fronte russo-ucraino, con i missili di Mosca caduti a pochi passi dai palazzi del Governo di Kiev e il nuovo attacco a Zaporizhzhia nella notte e il nuovo balzo dei contagi da Covid in Cina.La peggiore a fine seduta nel Vecchio Continente è la Borsa di Milano, che termina con il FTSE MIB in coda. Male anche Parigi il CAC 40, Francoforte il DAX 30 e Amsterdam l'AEX A pagare il conto più salato sono i titoli del comparto energetico delle materie prime, che scontano il perdurare della crisi energetica, i timori sulla domanda globale e la brusca frenata del petrolio.

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Wall Street in chiaroscuro

Dopo un avvio in rosso gli indici a Wall Street hanno girato in positivo, reduci da quattro sedute negative consecutive. Tuttavia, a fine seduta la chiusura è stata contrastata: se il Dow Jones sale dello 0,12%, il Nasdaq perde l’1,10%, mentre lo S&P 500 cede lo 0,66%.

L'attesa degli investitori è per i prossimi dati sull'inflazione: i prezzi alla produzione e i prezzi al consumo, previsti rispettivamente mercoledì e giovedì, mostreranno se i considerevoli aumenti dei tassi di interesse stanno funzionando o se dati inferiori alle previsioni spingeranno invece per un ulteriore aumento di 75 punti base al prossimo incontro della Banca centrale, in novembre. Le aspettative sull'inflazione a un anno, a settembre, sono intanto calate dal 5,74% al 5,4%, secondo l'ultimo sondaggio condotto dalla Fed di New York. Si tratta del dato più basso in un anno, dopo aver toccato il 6,8% a giugno.

Sull'azionario, soffrono i titoli dell'industria tecnologica e dei semiconduttori, alla luce di una nuova serie di restrizioni sulla tecnologia cinese. In calo anche i titoli delle banche, il settore che venerdì darà inizio alla stagione delle trimestrali. Tra i migliori c'è American Airlines, dopo che la compagnia aerea ha annunciato che i conti del terzo trimestre saranno migliori delle attese, grazie ai dati positivi sulle vendite per il Labor Day (4 settembre), uno tra i weekend festivi più popolari negli Stati Uniti.

A Milano in calo le banche, resiste Recordati

La peggiore a fine seduta nel Vecchio Continente è così la Borsa di Milano, che termina con un passivo dello 0,87%. A pagare il conto più salato sono utility (Hera), tech (Stmicroelectronics) e tlc, con Telecom Italia alle prese con la richiesta di rinvio da parte di Cdp sul termine ultimo per un’offerta sulla rete unica. Giù i titoli bancari e anche quelli petroliferi (Eni) per i dubbi sulla domanda globale di energia, che fiaccano il greggio. In controtendenza Davide Campari e Ferrari. Rimbalza Banca Mps sull’ottimismo per l’avvio dell’aumento di capitale.

Il comparto farmaceutico, invece, ha retto il colpo anche a livello europeo dopo le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il gruppo americano Bio-Rad Laboratories sarebbe in trattative con Qiagen per valutare una combinazione delle rispettive attività. Secondo gli osservatori, il susseguirsi di operazioni di M&A conferma il forte appeal speculativo per i titoli del comparto. Così anche a Milano Diasorin e Recordati sono andate bene, quest'ultima per altro spinta anche dal dall'upgrade di Mediobanca Securities, che ha alzato la valutazione sul titolo da neutral a outperform.

Euro in recupero, petrolio in netto calo dopo il rally

Sul valutario, l'euro recupera leggermente terreno sul dollaro dopo che l'avversione al rischio ha portato lunedì a un'ondata di acquisti sul biglietto verde. Intanto è tornato a deprezzarsi lo yuan in scia alle rinnovate sanzioni Usa e all’indiscrezione del People’s Day secondo cui la Cina continuerà con la politica Zero-Covid, poiché viene ritenuta sostenibile per l’economia.

Sul fronte dell'energia, poco mosso il prezzo del gas ad Amsterdam sotto i 160 euro al MWh, mentre il petrolio è in forte calo, dopo il rally della scorsa setttimana. Il barile, che già alla vigilia aveva lasciato sul campo circa due punti, ha ampliato le perdite sul rafforzamento del dollaro e sul nuovo aumento di casi di Covid-19 in Cina, tornati al massimo da fine agosto, cosa che agita lo spettro di nuovi lockdown nel Paese, secondo maggiore consumatore mondiale di petrolio. Sono tutti fattori che alimentano i timori su un possibile rallentamento della domanda globale.

Spread chiude in rialzo a 239 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è indicato a 239 punti base dai 232 punti della chiusura di venerdì. Stabile, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,69%, invariato rispetto al riferimento della vigilia.


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