Reddito di cittadinanza, 5 incentivi cumulabili per aumentare l’assegno
di Claudio Tucci
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Non solo bonus Sud. Ma anche Naspi, Dis-coll, l’ammortizzatore per collaboratori, assegnisti e dottori di ricerca, incentivi a chi avvia un’attività d’impresa o a chi, semplicemente, si mette in proprio (specie nel Mezzogiorno).
Per spingere verso l’occupabilità - subordinata o autonoma - i percettori di reddito di cittadinanza, il decretone, atteso in Gazzetta ufficiale, dopo la firma del capo dello Stato, prevede una serie di “cumulabilità” tra l’assegno di politica attiva e altri sgravi o strumenti di sostegno al reddito, attualmente esistenti nella legislazione lavoristica. Ne abbiamo contati cinque, tre sono espressamente previsti dall’articolato, gli altri due, desumibili invece in chiave interpretativa.
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A fare “bottino” pieno è il Sud. Nel Mezzogiorno, infatti, un’impresa che assume a tempo indeterminato un soggetto, che fruisce del reddito di cittadinanza, potrà puntare a un doppio incentivo: accanto alle mensilità (da 5 a 18) di reddito, otterrà, in aggiunta, il bonus Sud, vale a dire lo sgravio al 100%, fino a 8.060 euro annui, per chi assume a tempo indeterminato under35 o lavoratori senior disoccupati da almeno sei mesi, prorogato dalla legge di Bilancio per il 2019 e 2020, con uno stanziamento di fondi Ue di 500 milioni di euro per ciascuno dei due anni. In sostanza, per le aziende che già accedono alla decontribuzione dagli oneri Inps subentrerà pure il credito di imposta, per la parte residua di beneficio maturata dal neo assunto intestatario di reddito di cittadinanza (le modalità di accesso al credito d’imposta saranno stabilite da un decreto Lavoro-Mef entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decretone).

