Il futuro per l’Amazzonia? Coltivazioni non invasive (e redditizie)
di Roberto Da Rin
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Coltivare l’Amazzonia. Detta così parrebbe una stravaganza lessicale, la foresta è selvaggia e, per antonomasia, non coltivabile. Invece “rende”, soprattutto quando non è sfruttata nelle modalità più elementari e devastatrici.
Il Brasile è un cliché globale sotto scacco. E ora il Paese si ribella al proprio ritratto, proprio come un Dorian Gray geografico. L’Amazzonia non è un tema solo ecologico ma economico e geopolitico. Il polmone più verde dell’America Latina dovrà davvero farsi carico dei veri rischi e delle finte opportunità, che potranno “consumarla” o “conservarla”. Uno dei primissimi argomenti della campagna elettorale in vista delle presidenziali di ottobre, oltre alla “candidatura sì”, “candidatura no”, dell’ex presidente Lula da Silva, è proprio l’Amazzonia.
Uno studio pubblicato su Nature spiega che un ettaro di foresta amazzonica rende ogni anno 148 dollari se trasformato in terreno da allevamento, 1.000 dollari se impiegato per l’estrazione di legname commerciale distruggendo tutti gli altri tipi di arbusti e 6.820 dollari se la foresta viene rispettata, limitandosi a “mieterla”, per raccogliere frutta, lattice e legname.
Il taglio illegale di legname e altre attività come il contrabbando di animali esotici contribuiscono al degrado della foresta amazzonica, ma le cause principali che provocano più del 90% dell’impatto della deforestazione sono l’allevamento del bestiame e l’agricoltura. Quest’ultima può paradossalmente provocare anche danni, per esempio liberando il terreno con il fuoco che spesso si estende al di là delle aree che si vorrebbe ripulire.
Un’indagine del Climate policy initiative (Cpi), un think tank specializzato su temi ambientali, fornisce anche un’ulteriore prospettiva: il 70% delle attività di deforestazione deriva da disboscamenti effettuati per la costruzione di piccole proprietà. Un incremento non necessario dato che, per aumentare la produzione agricola, basterebbe migliorare la produttività delle terre.

