Pensioni quota 100: «vincono» le province del Nord. Ecco la mappa
di Francesca Barbieri
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Un anticipo di 5 anni per uscire dal mercato del lavoro. Con la quota 100, prevista dal disegno di legge di Bilancio, chi avrà 38 anni di contributi potrà chiedere la pensione a 62 anni, rispetto ai 67 anni previsti per la vecchiaia o, in alternativa, i 43 anni e 3 mesi di contributi per l’uscita anticipata a prescindere dall’età.
Una possibilità che dovrebbe essere alla portata di circa 400mila lavoratori senior, come stimato dal Governo. E che potrebbe aumentare il peso delle pensioni anticipate sul totale degli assegni.
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INFODATA: La mappa delle pensioni in Italia, provincia per provincia
Nel 2018 su 17,9 milioni di pensioni vigenti al 1° gennaio, quasi 14 milioni sono di natura previdenziale (vecchiaia, invalidità e superstiti) e le restanti 3,9 milioni di natura assistenziale (invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali). Se il totale degli assegni ha registrato un leggero calo (-1% sul 2015), in controtendenza sono state solo le “anzianità/pensioni anticipate” - 4,3 milioni (+7%) - e le “invalidità civili” (non subordinate alla presenza di contributi o di anzianità lavorativa sono poco più di 3 milioni, +6% sul 2015). La nuova quota 100, dunque, potrebbe dare un ulteriore slancio alle pensioni anticipate, che vedono il prevalere degli uomini tra i beneficiari (78% del totale) e importi medi degli assegni di poco superiori ai 1.660 euro al mese.

