Attualita

Incendi, a Palermo la discarica di Bellolampo sotto osservazione

L’ultimo bollettino dell’Arpa: nessun allarme diossina per la popolazione. Ancora 13 roghi attivi in tutta la regione: sei solo nel messinese

di Nino Amadore

Incendi, le fiamme lambiscono anche la stele di Capaci

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«Relativamente ai valori della diossina nell’atmosfera, questi vengono elaborati dopo 72 ore ma al momento non risulta esserci particolare allarme per la popolazione». È la dichiarazione dell’Arpa Sicilia che tranquillizza, anche se non definitivamente, i cittadini di Palermo. Perché la discarica di Bellolampo continua a bruciare e e con il fuoco evaporano i veleni contenuti dai rifiuti contenuti della quarta vasca, quella interessata dall’incendio. «L'amministrazione comunale sta seguendo con particolare impegno la situazione nella discarica di Bellolampo dove la combustione del materiale in quarta vasca, unica colpita dall'incendio, è ancora in corso ed è verosimile che prosegua per alcuni giorni» spiega il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. La Rap, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti e la discarica, sta procedendo, giorno-notte, a ricoprire la superficie della vasca con tonnellate di terra con l’obiettivo di soffocare i fumi e i residui focolai di incendio che interessano la parte sommitale e i materiali di copertura della stessa quarta vasca, ormai tombata e non utilizzata per la raccolta dei rifiuti. Ma l’incendio impedisce ai mezzi della Rap l'accesso alla terza vasca dove attualmente vengono conferiti gli scarti quotidianamente raccolti in città e ciò sta determinando alcune difficoltà nell'assolvimento del regolare ciclo dei rifiuti. Il rischio di un’altra emergenza è stato evitato con l’autorizzazione a utilizzare altri spazi liberi in discarica e la giunta regionale ha stanziato un milione per sostenere anche lo sforzo economico della Rap. Nel pomeriggio invece è convocata una conferenza di servizi in prefettura, utile a fare il punto sulle attività in essere ed anche sul monitoraggio ambientale.

Nell’isola la temperatura è parecchio più bassa rispetto ai giorni scorsi e si è ridotto anche il fronte degli incendi: sono 13 quelli ancora attivi. I roghi stanno interessando il territorio isolano dalla provincia di Palermo fino al Siracusano, sebbene il territorio più colpito al momento sia la provincia di Messina con 6 fronti di fuoco attivi lungo la fascia ionica, tra il capoluogo peloritano e Catania.

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Si teme ora per la stagione turistica: il caos all’aeroporto di Catania e gli incendi stanno mettendo a dura prova l’accoglienza siciliana. L’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, lancia un appello:«La Sicilia è ferita, oltre mille roghi l'hanno devastata in lungo e in largo, ma adesso l'emergenza incendi è superata e le vacanze per i turisti possono continuare in totale sicurezza. Anche l'aeroporto di Catania si avvia a tornare alla piena operatività, consentendo agli altri scali dell'Isola di riprendere le normali attività in sicurezza e senza stress e disservizi. Il vero volto della nostra terra è quello delle spiagge bianche e delle acque cristalline, dei borghi montani che conservano le nostre tradizioni più genuine, ma anche dei monumentali e unici gioielli millenari della cultura, oltre all'eccellente enogastronomia. Turisti vi aspettiamo in Sicilia, siete i benvenuti!».

Gli operatori turistici chiedono «un tavolo immediato di concertazione tra Governo nazionale e regionale e categorie imprenditoriali per capire come intervenire in tempi brevi e in maniera concreta». Dice il presidente di Assoturismo Confesercenti Sicilia, Vicio Sole: «La chiusura dell'aeroporto di Catania e il caldo straordinario dei giorni scorsi con i conseguenti incendi, hanno creato un danno d'immagine incalcolabile per tutto il comparto che va ben oltre il 40% di disdette registrato in queste ore e i 10 milioni stimati per i risarcimenti ai turisti. Una situazione che ci porta a stimare un decremento del 30% anche nei prossimi mesi, ovvero nel periodo migliore per l'Isola che, a torto, viene considerata come una destinazione stagionale. Alberghi, B&B, ristoranti, bar, stabilimenti balneari, campeggi, agenzie di viaggio, tour operator, guide turistiche ed attività commerciali si trovano ancora una volta a fronteggiare un'emergenza indipendente da loro e, purtroppo, a doverne piangere le conseguenze. Parliamo di un danno economico immediato stimabile in diversi milioni di euro e di un gravissimo danno d’immagine che sinceramente stento a quantificare economicamente nelle sue ricadute».

 

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