Adi, tutto quello che c’è da sapere sul nuovo sostegno economico
L’Adi, assegno di inclusione, è il nuovo sostegno economico introdotto per sostituire il reddito di cittadinanza
di Gianni Bocchieri
3' min read
I punti chiave
3' min read
Con la partenza dell’assegno di inclusione (Adi) a inizio anno, si completa il superamento del reddito di cittadinanza, iniziato il primo settembre 2023 con il supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) dedicato ai suoi ex beneficiari considerati occupabili. Le verifiche delle condizioni di accesso all’assegno sono effettuate dall’Inps attraverso l’incrocio delle banche dati di Comuni, ministero della Giustizia, ministero dell’Istruzione e del Merito, anagrafe tributaria, pubblico registro automobilistico e di altre pubbliche amministrazioni detentrici di dati utili.
L’Isee
Per il riconoscimento dell’Adi, è richiesto il possesso di Isee in corso di validità al momento della compilazione della domanda di accesso al beneficio. Tuttavia, per le domande presentate entro febbraio si può fare riferimento all’Isee 2023, in assenza di quello nuovo.
La piattaforma
Dopo la presentazione della domanda, il richiedente deve iscriversi alla piattaforma di attivazione per l’inclusione sociale e lavorativa del nuovo Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl), al fine di sottoscrivere il patto di attivazione digitale (Pad) del nucleo familiare, propedeutico al patto di inclusione sociale. Nel caso in cui non provveda dopo 30 giorni dalla verifica positiva dei requisiti di accesso, l’Inps mette a disposizione dei Comuni i dati dei nuclei richiedenti l’Adi, per il tramite della piattaforma Gepi in modo da promuovere la sottoscrizione del patto di attivazione.
La convocazione
Entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Pad, i beneficiari dell’assegno devono essere convocati dai servizi sociali del comune di residenza per la valutazione multidimensionale dei bisogni del nucleo familiare al fine di acquisire gli elementi necessari per la definizione del patto per l’inclusione sociale, necessario ad accompagnare il sostegno economico con un progetto orientato alla rimozione delle cause della condizione di povertà.
Il patto di servizio personalizzato
Con la stessa valutazione multidimensionale, vengono individuati i componenti del nucleo familiari di età compresa tra i 18 e i 59 anni con responsabilità genitoriale, che non studiano e non lavorano, senza carichi di cura, considerati attivabili al lavoro. I loro dati vengono trasmessi ai centri per l’impiego, o ai soggetti accreditati dalle Regioni ai servizi al lavoro, per il patto di servizio personalizzato entro 60 giorni, previa sottoscrizione del Pad individuale entro 30 giorni dalla valutazione. In caso di non sottoscrizione del patto di servizio personalizzato, anche a causa della mancata convocazione degli attivabili al lavoro da parte dei servizi competenti, l’erogazione del beneficio è sospesa.
