L’addio di Cingolani: «Nato difficile da smantellare, ma l’Europa si rafforzi»
di Celestina Dominelli
di Giorgio Pogliotti
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Il Governo corre ai ripari contro il caro voli che questa estate ha provocato proteste da parte dei passeggeri, stabilendo dei limiti alle politiche tariffarie delle compagnie aeree nei collegamenti con le isole.
Il Dl entrato in consiglio dei ministri che vieta di fissare in modo dinamico le tariffe, in base al periodo della prenotazione, se ricorrono congiuntamente tre condizioni: se sono applicate su rotte nazionali con le isole; se ciò avviene in un picco di domanda per la stagionalità o durante uno stato di emergenza nazionale; se il prezzo di vendita del biglietto o dei servizi accessori è del 200% sopra la tariffa media del volo.
Inoltre per i collegamenti con le isole o durante situazioni di emergenza, come ha spiegato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, è considerata una pratica commerciale scorretta l’utilizzo dell’algoritmo per determinare le tariffe basandosi sulla profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati per le prenotazioni, se ciò comporta un aggravio economico per il passeggero.
Un’altra norma riguarda i casi di continuità territoriale quando dunque siano imposti oneri di servizio pubblico: la bozza del Dl ribadisce il principio che spetta all’amministrazione competente fissare il livello massimo tariffario praticabile dalle compagnie aeree, ove emerga il rischio che le dinamiche tariffarie possano produrre un sensibile rialzo per la stagionalità o ad eventi straordinari, indicandolo nel bando di gara come requisito oggettivo dell’offerta.
Lo stesso decreto si occupa dei lavoratori ex Alitalia, prorogando la Cigs in scadenza a fine anno, per il periodo dal 1° gennaio fino al 31 ottobre 2024 «non ulteriormente prorogabile». È prevista l’integrazione del Fondo di solidarietà di settore per portare nel 2024 il trattamento di Cigs al 60% della retribuzione lorda di riferimento, ma viene introdotto un limite di importo mensile di 2.500 euro. Inoltre dal 1° settembre 2023 il trattamento straordinario di integrazione salariale non è dovuto dalla data di maturazione del primo diritto utile alla pensione di vecchiaia.