In commissione alla Camera

Ok al Milleproroghe, giovedì in Aula. Medici nel Ssn potranno restare lavoro fino a 72 anni, rinvio multe no vax e Irpef agricola

Sono state prorogate al primo gennaio 2025 le agevolazioni e le semplificazioni fiscali per il terzo settore, che altrimenti si sarebbero esaurite il primo luglio

Verso scudo penale a medici: "Muro su pensioni a 72 anni"

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Via libera al decreto Milleproroghe da parte delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera. Concluso l’esame di emendamenti e subemendamenti, le commissioni hanno approvato il mandato ai relatori a riferire in Aula. La discussione generale inizierà domani, e nel corso della giornata il governo porrà la questione di fiducia come già annunciato nei giorni scorsi. La votazione è attesa per lunedì.

Medici in corsia fino a 72 anni

Tra gli emendamenti approvati, quello di Fdi che consente ai medici di restare in corsia fino a 72 anni. Alle aziende del Ssn è cnsentito di tenere in servizio - fino al 31 dicembre 2025 - oltre l’età pensionabile, su loro istanza, dirigenti medici e sanitari, «anche al fine di far fronte alle esigenze di formazione e tutoraggio del personale assunto», nonché «di fronteggiare la grave carenza di personale». Può essere riammesso in servizio, con quei limiti, chi è andato in pensione dal settembre 2023. Dirigenti medici, sanitari e docenti universitari coinvolti non possono mantenere o assumere incarichi dirigenziali apicali.

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Via libera al taglio dell’Irpef agricola

In occasione della seduta notturna è giunto il via libera all’emendamento del governo sul taglio dell’Irpef agricola per due anni, con cui si esentano i redditi agrari e dominicali fino a 10.000 euro e si riduce del 50% l’importo da pagare per quelli tra i 10.000 e i 15.000 euro. La modifica al decreto Milleproroghe, presentata dal governo, è stata approvata dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali che nella seduta notturna hanno proseguito l’esame.

Lega esulta,Irpef al 50% per redditi da 10 a 15mila euro

Varrà inoltre anche per tutto il 2024 il cosiddetto “ scudo penale” per i medici introdotto nel corso dell’emergenza Covid. Lo prevede la riformulazione di emendamenti al Dl milleproroghe approvato anch’esso nella seduta notturna delle commissioni.

Nuovo rinvio di 6 mesi per pagamento delle multe ai No-vax

Prorogata di sei mesi, fino al 31 dicembre, la sospensione delle multe per chi ha violato l’obbligo di vaccinazione per il Covid. Il nuovo slittamento è previsto da un emendamento al decreto Milleproroghe, presentato Alberto Bagnai (Lega) e approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera, in un clima di accese tensioni. Le opposizioni hanno chiesto la votazione nominale, e per il caos in sala è stata anche brevemente sospesa la seduta. Come spiegano fonti parlamentari, l’emendamento è passato per 8 voti. Non ha partecipato al voto il capogruppo di FI in commissione Affari costituzionali Paolo Emilio Russo.

Ok specializzandi in centri trasfusioni no profit

«È stato approvato stanotte l’emendamento del Pd al decreto Milleprororghe che posticipa di un anno l’entrata in vigore del Regolamento del Ministero della salute che disciplina l’attività trasfusionale da parte dei laureati in medicina e chirurgia, negli enti e nelle associazioni che svolgono attività di raccolta sangue ed emoderivati senza scopo di lucro. E con questo emendamento - spiega la promotrice, la deputata del Pd, Ilenia Malavasi componente della Commissione Affari Sociali della Camera - si sblocca finalmente una situazione molto grave che rendeva impossibile agli specializzandi di attivare contratti di lavoro all’interno dei centri di raccolta sangue plasma».

Prorogate di 6 mesi agevolazioni fiscali al Terzo settore

Sono poi prorogate al primo gennaio 2025 le agevolazioni e le semplificazioni fiscali per il terzo settore, che altrimenti si sarebbero esaurite il primo luglio. Lo prevede un emendamento al decreto Milleproroghe, sostenuto da tutti i gruppi parlamentari, approvato all’unanimità dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera, con il parere favorevole di governo e relatori.

Slitta l’obbligo di assicurare i trattori se non vanno in strada

Slitta di sei mesi, fino al 30 giugno 2024, l’obbligo di assicurare le macchine agricole a ruote o a cingoli: lo prevede un emendamento al decreto Milleproroghe, presentato dai relatori e approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera nella seduta notturna. L’obbligo resta se i trattori vengono utilizzati su strade di uso pubblico o aree equiparate.

M5s abbandona lavori

Nel corso della seduta notturna, i Cinque stelle hanno abbandonato i lavori delle commissioni. «Lasciamo i lavori della commissione, non saremo complici», hanno spiegato i deputati del Movimento alla ripresa di una seduta in cui non sono mancate tensioni.

Marattin, suk notturno tra risse e nervosismo

Un «suk notturno» dove «ogni partito ottiene quasi sempre qualcosa». Il deputato di Iv Luigi Marattin, descrive così l’esame degli emendamenti al decreto Milleproroghe alla Camera, con una certa amarezza e una citazione di Lorella Cuccarini, «vola, la notte vola. All’ombra di un destino». Come scrive in un tweet, «ieri mattina la Commissione ha iniziato alle 9.30 e - con una sola sospensione per consentire i lavori d’aula - ha interrotto i lavori questa mattina molto presto (senza neanche finire, visto che è stata riconvocata per un’ultima seduta alle 12.30). Tutti gli emendamenti approvati lo sono stati nel cuore della notte: tra riformulazioni (= nuove riscritture dell’emendamento) che arrivavano di corsa, risse tra deputati, confusione totale, nervi che saltano a maggioranza e opposizione». «È normale - spiega in un tweet - che in un casino del genere vengano poi approvati provvedimenti senza la necessaria copertura (che la Ragioneria poi, nei giorni seguenti, “rimanda in commissione” per le necessarie modifiche) o norme che non c’entrano un piffero con il contenuto del decreto, i cui contenuti devono essere omogenei». Fra gli esempi di “norme creative” approvate, «la possibilità per i comuni calabresi di assumere i disoccupati in mobilità per lavori di 18 ore settimanali». Osservando che «già la stessa esistenza di un provvedimento» come il Milleproroghe «in un paese normale, dovrebbe far riflettere», Marattin sottolinea che «per 24 giorni non si è fatto praticamente nulla». Per Marattin, «a tutti in fondo va bene così. Perché nel suk notturno, ogni partito ottiene quasi sempre qualcosa. E anzi, ottenerlo in questo modo gli consente di non dover argomentare neanche tanto: dammi questa roba, e nessuno si farà male. E così accade».

Nisini,posticipati i rinnovi contrattuali al 31 dicembre

«Approvato in Commissione un nostro emendamento al dl Milleproroghe con cui viene posticipata la data dei rinnovi contrattuali dal 30 aprile al 31 dicembre di quest’anno. Un intervento necessario con il quale andiamo incontro alle richieste che arrivano da tante associazioni datoriali in un momento di rinnovi di molti contratti collettivi. Le aziende infatti avrebbero rischiato di non poter prorogare o rinnovare contratti a termine oltre i 12 mesi, con un impatto negativo sull’occupazione. Grazie alla Lega è stato possibile scongiurare questo pericolo. Bene così». A dichiararlo in una nota è la deputata della Lega e vicepresidente della Commissione Lavoro Tiziana Nisini, prima firmataria dell’emendamento.

Slittano di altri 2 anni i tagli all’editoria

Slitta di altri due anni, dal 2025 al 2027, il taglio dei contributi all’editoria: lo prevedono emendamenti bipartisan al decreto legge Milleproroghe approvati dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera. Si proroga così la moratoria, «per la riduzione e l’abolizione dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici», decisa nel 2018 «in previsione di una revisione organica della normativa a tutela del pluralismo dell’informazione, che tenga conto anche delle nuove modalità di fruizione dell’informazione da parte dei cittadini», e poi più volte slittata.

Fi: bene rifinanziamento Fondo disturbi alimentari

«Il governo, con un emendamento al decreto Milleproroghe, investirà 10 milioni di euro per il 2024 nel Fondo per la lotta ai disturbi alimentari: è un risultato importante e una grande vittoria, di tutto il Parlamento e di Forza Italia in particolare, che da subito si è battuta per il rifinanziamento del Fondo. Siamo molto soddisfatti, perché questo garantirà continuità all’assistenza e ai percorsi di cura per chi combatte contro anoressia, bulimia o altri disturbi dell’alimentazione». Così in una nota Stefano Benigni, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali a Montecitorio e Segretario Nazionale del movimento giovanile azzurro.

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