Reddito cittadinanza agli stranieri e riscatto laurea, rischi di incostituzionalità
di Al.Tr.
3' min read
3' min read
I tecnici di Camera e Senato lanciano l’allarme costituzionalità sulle norme del “decretone” relative al reddito di cittadinanza per gli stranieri e allo sconto per il riscatto della laurea per gli under 45 (limite che potrebbe aumentare fino a 50 anni).
GUARDA IL VIDEO: Reddito di cittadinanza, chi sono e quanto guadagnano i «navigator»
Reddito agli stranieri, limiti ragionevoli
Per quel che riguarda il reddito agli stranieri, il decreto del governo prevede che l’assegno di cittadinanza possa essere assegnato anche agli immigrati soggiornanti da non meno di 10 anni in Italia, di cui 2 anni consecutivi. Ma i tecnici ricordano che i requisiti «di molto superiori» ai 5 anni di residenza per le prestazioni sociali per gli stranieri sono già stati bocciati dalla Corte Costituzionale, sottolineando come 5 anni siano il tempo necessario per lo status di soggiornante di lungo periodo. «La Corte - si legge nel dossier dei tecnici di Camera e Senato - ha rilevato che le politiche sociali possono richiedere un radicamento territoriale continuativo e ulteriore rispetto alla sola residenza ma a patto che sia contenuto entro limiti non arbitrari e irragionevoli».
LEGGI IL DOSSIER: Il reddito di cittadinanza, la guida completa 2019
I tecnici: stranieri soggiornanti equiparati a cittadini
Il dossier ricorda che « i soggiornanti di lungo periodo sono equiparati ai cittadini dello Stato membro in cui si trovano ai fini, tra l’altro, del godimento dei servizi e prestazioni sociali» come previsto da una direttiva Ue del 2003, recepita nel 2007 . E che anche sulla base di queste norme la Consulta, in diverse
sentenze, «ha evidenziato -scrivono ancora i tecnici - come lo status di cittadino non sia di per sé sufficiente al legislatore per operare nei suoi confronti erogazioni privilegiate di servizi sociali rispetto allo straniero legalmente risiedente da lungo periodo». Viene sottolineato, poi, come anche in altre sentenze la Corte in riferimento a differenti misure di carattere assistenziale ha più volte osservato che per quanto riguarda gli strumenti di «sostentamento della persona», «qualsiasi discriminazione tra cittadini e stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato, fondata su requisiti diversi dalle condizioni soggettive per essere ammessi, 'finirebbe per risultare in contrasto con il principio sancito dall'art.14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo».
